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Weekend nelle Foreste Casentinesi: al Rifugio Casanova nel Casentino

by Ilaria

Weekend nelle foreste Casentinesi: al Rifugio Casanova nel Casentino

Il Casentino è un’area molto vasta e non bastano di certo due giorni per vederla tutta. Per il nostro weekend nelle Foreste Casentinesi abbiamo deciso di soggiornare al Rifugio Casanova nel Casentino che, oltre all’accoglienza, offre pacchetti soggiorno che includono anche numerose e interessantissime escursioni nel territorio.

Siamo al confine tra Romagna e Toscana in un Parco Nazionale tra i più belli d’Italia. Si tratta del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Alcune aree del parco sono anche state riconosciute patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco. È una zona ricca di paesaggi stupendi, boschi secolari, laghi, cascate, fauna selvaggia e borghi incantevoli.

Qualche tempo fa abbiamo fatto un bellissimo trekking in giornata in una zona diversa ma sempre compresa nel parco, un trekking alla Grotta Urlante (qui l’articolo).

Il Rifugio Casanova nel Casentino si trova a Badia Prataglia, una frazione del Comune di Poppi (che fa parte del club dei “borghi più belli d’Italia”) in provincia di Arezzo, in un’area geografica denominata appunto Casentino.

Il Casentino è una delle quattro vallate principali della provincia di Arezzo, situata a nord. È la valle in cui scorre il primo tratto del fiume Arno, che nasce dal monte Falterona (1654 m s.l.m.) e costituisce il limite settentrionale della vallata, ai confini con la Romagna

Weekend nelle Foreste Casentinesi: tappa a Bagno di Romagna

Siamo arrivati a Badia Prataglia dopo una breve e piacevole sosta a Bagno di Romagna

Questa cittadina, come dice il nome, si trova ancora in Romagna. È un borgo davvero carino dove abbiamo avuto il piacere di fare un giro al Centro Visite. Qui, attraverso pannelli informativi, plastici, video proiezioni e computer con giochi interattivi, viene presentata l’area geografica intorno al borgo.

Questa zona è incredibilmente ricca di luoghi suggestivi da visitare, trekking per ogni gusto e difficoltà e attività ricreative e sportive di ogni genere. Vale senz’altro la pena programmare di trascorre qui più giorni.

Arrivati a Badia Prataglia seguiamo le chiare indicazioni per il Rifugio Casanova. Prendiamo una ripida stradina che sale verso destra e in pochi minuti ci ritroviamo circondati da boschi e silenzio.
Il Rifugio, posizionato su una spianata, offre un bellissimo panorama sulle montagne intorno e sul paesino sottostante.
Facciamo un rapido check-in e lasciamo i bagagli nella nostra camera che è essenziale, pulita, con bagno in camera e lettino a castello per le bimbe in un ambiente separato. Niente male!!

Weekend nelle Foreste Casentinesi: dove pranzare

Purtroppo il meteo non è dei migliori, minaccia pioggia ma tanto ormai è ora di pranzo, la fame si fa sentire e quindi andiamo a riempire le pance.

Abbiamo scelto il Ristorante La Foresta a 5 minuti in auto dal rifugio. (Si può fare anche a piedi in 20 minuti circa). 
Ambiente accogliente, curato e al tempo stesso informale. 
Ordiniamo gnocchi gorgonzola e noci, ravioli al ragù, pappardelle ai porcini, e ravioli burro e salvia, tutto buonissimo e a prezzi contenuti. Lo consiglio.

Weekend nelle Foreste Casentinesi: le escursioni del Rifugio Casanova Casentino

GIORNO 1  

Rientrati al rifugio ci dirigiamo verso la zona bar dove abbiamo appuntamento con la guida definire le attività.

La nostra guida per questo weekend sarà Aldo, esperto di un sacco di cose, natura, paesaggio, storia, arte, geologia, una inesauribile fonte di informazioni e curiosità che ci ha fatto innamorare del rifugio casentino e della sua terra.

Potrebbe piovere ma visto che il tempo sarà incerto per tutto il weekend, inutile precludersi l’escursione, decidiamo di uscire e seguire Aldo per i suoi amati boschi.

Passeggiata guidata nella Riserva Naturale Biogenetica Statale Badia Prataglia  

Saliamo verso la parte più antica dell’abitato di Badia Prataglia, percorrendo strette stradine e sentieri che costeggiano le vecchie case.

Ogni tanto Aldo si ferma per regalarci perle della sua saggezza, ascoltarlo è un vero piacere. Il tempo regge per fortuna e proseguiamo addentrandoci dentro al bosco, stando attenti a ogni possibile traccia sul percorso. Non è raro, da queste parti, incrociare tracce di lupi, una specie piuttosto numerosa in questa zona.

Aldo è un vero esperto di lupi e avremo modo di approfondire l’argomento in diverse occasioni durante tutto il weekend.

Le bambine sono ovviamente le prime della fila, interessatissime a tutte le spiegazioni e curiosità che Aldo dispensa durante tutto il percorso.

Ci sono anche altri bambini, altrettanto interessati, in particolare Mia e Bianca legano con Filippo, un novenne che è già stato qui molte volte in diverse stagioni.

È bellissimo vedere bambini assetati di conoscenza così attenti alla natura. Siamo davvero felici di avere l’onore di partecipare questa bellissima esperienza sia come genitori sia come escursionisti.

A un certo punto poi, la sorpresa più bella! Avvistiamo un gruppo di tre magnifici daini in mezzo ad un’ampia radura non lontana da noi.

Non verremmo più andarcene e resteremmo tutti più che volentieri qui ad ammirare tanta bellezza, ma il giro deve proseguire, le giornate in novembre sono corte!

Riusciamo a distogliere i bambini con la promessa che, proseguendo, avremo l’occasione di rivedere i daini più da vicino e la promessa verrà mantenuta.

Ci addentriamo nella Riserva Naturale Biogenetica Statale, istituita nel 1977, costituita in prevalenza da bosco misto di faggio e abete bianco con presenza di acero montano, acero riccio, olmo montano, frassino, tiglio e tasso.

Oltre ai daini che abbiamo appena osservato (introdotti a scopo venatorio nel 1835), questa zona è popolata da altri mammiferi quali cervi, il daino, caprioli, lupi, tassi, martore, puzzole, donnole e il raro gatto selvatico.

Il sentiero prosegue lungo alcune staccionate in una zona boschiva molto ampia e pulita. Oltrepassata una passerella in legno, arriviamo al Ponte del Diavolo, un’antica costruzione che permette di attraversare il Fosso di Fiume d’Isola, un grazioso corso d’acqua che forma anche alcune cascatelle.

Saliamo ancora un po’ fino a raggiungere la strada Via Fangacci, dove nei pressi di un campo sportivo facciamo un nuovo, ma più ravvicinato incontro con i tre daini di prima. Meravigliosi! Promessa mantenuta!

Sono le 17, il sole è tramontato ormai da un po’ ma c’è ancora luce, nonostante sia ormai l’imbrunire deviamo verso una cascata formata da più salti, per questo chiamata “Tre Cascate”.

Bellissima!

Il tempo di fare qualche foto ed è buio, rientriamo facendo un percorso diverso dal precedente.

Torniamo nel bosco accelerando il passo. Siamo completamente al buio, qualcuno più organizzato si è portato una torcia, noi ci facciamo luce con il cellulare.

Non avevamo mai camminato in un bosco al buio di notte, è davvero emozionante!
A un certo punto si mette pure a grandinare, ma siamo tutti attrezzati e l’esperienza da potenzialmente tragica si rivela super divertente!!

Cena al Rifugio

Rientrati al rifugio, togliamo le scarpe per lasciarle al pian terreno nei pressi dell’ingresso. Questa è una pratica comune nei rifugi, un’ottima abitudine che consente di mantenere un migliore livello di pulizia ai piani delle camere.

Dopo un po’ di relax nel silenzio della nostra camera, scendiamo al piano inferiore per la cena.

Troviamo un ambiente informale dove i tavoli sono stati apparecchiati con cura e imbanditi con un invitante antipasto di benvenuto.

Bruschette, torte salate, frittate, tutto realizzato con prodotti locali dallo staff del rifugio Casanova. Davvero un ottimo inizio per le nostre pance affamate!

La cena prosegue con tagliatelle ai funghi e grigliata di carne con verdure e patate di contorno.

Tutti sapori autentici, genuini. Una cena strepitosa e super abbondante, che dovremo trovare il modo di smaltire almeno un po’! Niente paura ci penserà Aldo a farci digerire…

Escursione notturna alla ricerca dei lupi

Una passeggiata notturna nel bosco nero più nero, alla ricerca dei lupi? Detta così fa un po’ paura lo ammetto, e aggiungete anche il fatto che pioviggina e non accenna a migliorare, ma non possiamo perderci questa opportunità, sopratutto dopo la quantità di cibo ingerita!

Sono circa le 21 e ci armiamo di impermeabili, ombrelli e torce (nel nostro caso telefoni) e partiamo con un gruppo, meno nutrito di quello precedente (strano!!).

C’è sempre l’instancabile e inesauribile Aldo alla guida della ciurma. La sua sicurezza è anche la nostra e nonostante il contesto un po’ inquietante, ci sentiamo in buone mani.

Percorriamo un breve tratto fino a una zona aperta verso la valle. Qui ci fermiamo ad ascoltare con ammirazione i racconti di Aldo sul comportamento dei lupi, sulle loro abitudini e sulle esperienze che ha vissuto in passato.

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È un’esperienza fantastica, ci sentiamo così piccoli al cospetto della natura tanto selvaggia. Aldo ci spiega che da questo punto i suoni si diffondono molto bene e che la zona sotto di noi è un’area di passaggio dei branchi di lupi. Attraverso un piccolo amplificatore portatile, la nostra guida, riproduce un vero e suggestivo ululato che riecheggia potente nella valle. 

Le bambine si spaventano un po’, e devo ammettere che anche noi siamo abbastanza emozionati. La situazione è davvero insolita per noi gente di città, in più si mette anche a piovere fortissimo e purtroppo l’uscita viene annullata.

Le bambine sono felici di tornare al Rifugio, emozioni troppo forti per loro, date anche dal contesto di pioggia battente e buio pesto.

Sono certa però che in una notte di cielo sereno, magari con una bella luna a mitigare il buio, sarebbe stato completamente diverso. Chissà poi come dov’essere sentire i lupi rispondere al richiamo? Mi piacerebbe tornare per scoprirlo!!

Incontro didattico sui lupi nell’aula polivalente

IlRifugio Casanova nel Casentino è dotato di un’aula polivalente con computer e proiettore. Al nostro rientro, partecipiamo ad un interessantissimo incontro, durante il quale ci verranno mostrati video e foto di lupi di queste foreste, catturate grazie alla cosiddette foto trappole.

Questo nome poco simpatico, identifica delle semplici telecamere e fotocamere mimetizzate tra i rami degli alberi. Questi apparecchi, al passaggio dell’animale, si azionano automaticamente restituendo immagini incredibili. Sono posizionate nei boschi sia da amatori sia dalla forestale per scopi scientifici.
Ammiriamo immagini di lupi, rapaci e altra fauna tra cui anche un raro gatto selvatico.

La giornata è davvero finita. È stata lunga e stancante ma siamo felicissimi di addormentarci con gli occhi pieni di nuove bellezze, il cuore emozionato per le fantastiche esperienze e la mente arricchita dalle tante cose imparate oggi.

GIORNO 2

Colazione

Ci svegliamo verso le 8 visto che ieri sera era piuttosto tardi, alla fine. Facciamo una abbondante e gustosa colazione al rifugio e ci consultiamo con il resto del gruppo sulla prossima escursione. Il meteo è sempre molto incerto e stamattina c’è una certa aria frizzantina.

Per questo le escursioni qui al Rifugio vengono decise giorno per giorno in base alle possibilità offerte dal meteo. Aldo ci propone alcune alternative e tutti d’accordo scegliamo di fare un trekking con visita al Santuario della Verna.

Trekking nella foresta monumentale al Santuario della Verna

Dal rifugio prendiamo la Strada provinciale che in 40 minuti ci conduce al parcheggio sottostante il Santuario della Verna che visiteremo alla fine del nostro giro ad anello di circa 6 km. Percorso facile con pochissimo dislivello. Unica salita minimamente faticosa, quella che sale al Santuario.

Sono circa le 10 del mattino quando prendiamo il sentiero che sale sulla destra e si inoltra da subito nel bosco. In pochissimi minuti ci ritroviamo in un ambiente naturale incredibile.
Una magnifica foresta, detta anche bosco delle fate, mista di grandi faggi e abeti bianchi, con esemplari che raggiungono i 50 metri di altezza e diametri fino a 180 cm e un ricco sottobosco che comprende agrifogli e tassi. Un tappeto di muschio ricopre ogni cosa creando un’aura di mistero e magia. E questo posto un po’ magico lo è davvero.

San Francesco d’Assisi giunse in questo luogo nel 1213. Uno stormo di uccelli lo accolse con voli e un grande sbattere di ali, evento che egli interpretò come segnale divino. Per questo decise di ritirarsi a lungo in questo luogo. Ed è qui, che secondo la tradizione, San Francesco ricevette le stimmate.

Per questo motivo il Santuario Francescano della Verna, costruito nella parte meridionale del monte Penna a 1128 metri di altezza, è un luogo di culto, pellegrinaggio e preghiera molto importante per i cristiani devoti a San Francesco.

Lo sperone di roccia su cui è costruito il santuario, si staglia a picco sul bosco dove termina la nostra camminata. Da qui si ammira il luogo sacro in tutta la sua imponenza. Al termine del sentiero, si oltrepassa un cancello delimitato da un muro di recinzione e si prende la via lastricata che porta al santuario.

Visita al Santuario della Verna: dove mangiare al sacco

Proprio nell’istante in cui varchiamo la cancellata e percorriamo i primi passi sulla via lastricata che porta al santuario, inizia a nevicare!! L’atmosfera è incredibile, le emozioni fortissime. La prima nevicata dell’anno la vediamo in un luogo così speciale e unico. Restiamo sotto la neve lasciandoci imbiancare dai fiocchi che scendono copiosi parecchio tempo.

Anche l’aria è cambiata, si respira aria di inverno. Nel monastero c’è una foresteria dove è possibile chiedere riparo ai frati per fare un veloce pranzo al sacco. La foresteria è al coperto e dispone di tavoli e vista su uno dei chiostri interni.
È qui che consumiamo il pranzo al sacco preparato dal Rifugio Casentino per i suoi ospiti. Panini, frutta e acqua e dopo un bel caffè al bar del santuario, siamo pronti a ripartire!

Visita al Santuario della Verna: cosa vedere

Mentre fuori nevica abbondantemente cambiando completamente il paesaggio, ne approfittiamo per visitare i luoghi più iconici del santuario guidati sal sapiente Aldo che scopriamo essere un esperto anche di storia dell’arte.

Santuario della Verna: cosa vedere all’interno

  • Cappella di Santa Maria degli Angeli
  • Basilica maggiore
  • Organo a canne
  • Corridoio delle Stimmate
  • Cappella delle Stimmate
  • Cappella di Sant’Antonio da Padova
  • Cappella della Maddalena

Santuario della Verna: cosa vedere all’esterno

  • il Quadrante
  • Sasso Spicco
  • Il precipizio
  • Il bosco monumentale

Santuario della Verna: cosa vedere all’interno

Il santuario è caratterizzato da numerosi edifici edificati in epoche diverse. Il primo ad essere edificato fù la cappella di Santa Maria degli Angeli, voluta nel 2016 da San Francesco.
All’interno è possibile osservare due rilievi in terracotta invetriata dal grande valore simbolico e artistico, realizzati dal Della Robbia.

La Basilica Maggiore è stata costruita a partire dal 1348 e terminata nel 1509. Qui, oltre alle numerose opere e bassorilievi, è possibile osservare in una piccola cappella, il saio del santo e, al centro in alto, un residuo del suo sangue, più altre reliquie custodite sotto vetro.

Sempre in questa basilica è conservato un grande organo a canne dei primi del 900.

Il corridoio delle Stimmate, interamente coperto, è stato edificato tra il 1578 e il 1582. Ogni giorno dal 1431, si svolge qui la processione dell’ora nona. Il corridoio è affrescato con alcuni episodi della vita di San Francesco. A circa metà del corridoio, sulla destra, una porta di accesso a una piccola grotta, dove il santo si accingeva a riposare sulla nuda terra.

Si racconta che durante una tormenta, i frati dovettero rinunciare al rituale della processione. Finita la nevicata, i frati trovarono le impronte lasciate dagli animali del bosco che si sostituirono ai frati. In seguito a questo avvenimento che venne costruito il corridoio.

La cappella delle Stimmate è il cuore del santuario. Fu eretta sul luogo dell’evento miracoloso, intorno al 1263. Sul pavimento, una lapide indica il luogo dove sarebbe avvenuto il miracolo delle Stimmate.

In memoria del ritiro compiuto in questo luogo da Sant’Antonio da Padova nel 1230, venne costruita una piccola cappella dove è possibile osservare una statua raffigurante il santo.

Nella cappella della Maddalena è conservata, protetta da una lastra in vetro, la pietra sulla quale si sarebbe seduto Gesù dopo essere apparso a San Francesco.

Santuario della Verna: cosa vedere all’esterno

All’esterno di tutti gli edifici c’è un belvedere lastricato chiamato Quadrante, così chiamato per via della Meridiana incisa sulla parete del campanile della basilica. Oltre la croce in legno incastonata ai margini del belvedere è possibile osservare il bellissimo panorama sul Casentino.

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La targa apposta all’enorme roccia cui si giunge dopo aver disceso un’antica scalinata recita:

Sasso spicco è un enorme masso che, isolato dalle pareti è appoggiato con uno spigolo sulla roccia del monte, incombe sul piano sottostante. Qui spesso San Francesco sostava in intensa preghiera.

Sempre all’esterno, da non perdere il precipizio. Una ripida scalinata a strapiombo sulla roccia. Qui il diavolo avrebbe tentato di far cadere San Francesco. Altro luogo perfetto per ammirare un panorama strepitoso che noi però non abbiamo potuto ammirare a causa della chiusura del sito per via della neve.

Al di sotto dello sperone il Bosco monumentale, da dove siamo venuti. Bosco molto amato da San Francesco per le sue passeggiate meditative.

Visita al Santuario della Verna: il rientro

Il weekend è concluso. Ma quante cose abbiamo fatto, visto, imparato? Tutto grazie alla grande passione di Aldo e dello staff del Rifugio Casanova nel Casentino. E questa è solo una delle tante attività che il Rifugio organizza per i suoi ospiti. Ogni stagione ha la sua particolarità e in ogni stagione vengono fatte escursioni ad hoc.

Anche a noi, che siamo amanti del fai da te, questa formula soggiorno + escursioni è piaciuta moltissimo. Con l’ausilio di guide preparate e appassionate come Aldo, ogni cosa assume un fascino e un valore completamente di verso.

Un weekend con i fiocchi ❄️ in tutti i sensi, assolutamente consigliato a chi ama:

  • Andare nel bosco alla ricerca di lupi sia di giorno sia di notte!
  • Fare trekking in boschi incantati
  • Visitare luoghi religiosi ricchi di storia e mistero
  • Conoscere persone speciali
  • Imparare tantissime cose su fauna selvatica locale, sulla vegetazione, sull’arte sacra, sulla geologia del posto.
  • Assaggiare piatti locali preparati con amore dallo staff del rifugio.
  • Vivere due giorni ‘into the wild

Qualche foto del rifugio

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Qui l’articolo a un’altra escursione nelle foreste casentinesi.

Per altri percorsi in Appennino vai qui.

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