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Val di Fassa in inverno. A Gardeccia sul Sentiero delle Leggende

by Ilaria

La Val di Fassa in inverno non è solo un paradiso per gli sciatori, ma anche l’eden degli amanti dei paesaggi da cartolina, della natura incontaminata, delle passeggiate all’aria aperta e perché no, anche di miti e leggende. L’escursione a Gardeccia, nel comune di Pozza di Fassa, è senz’altro una delle più semplici e spettacolari che si possano fare in Val di Fassa in inverno.

Noi abbiamo percorso il Sentiero delle Leggende che da Pian Pecei arriva a Gardeccia in meno di un’ora. Un itinerario unico, dove Re Laurino racconta, con cartelli lungo il percorso, sei leggende che parlano dei luoghi che si attraversano: Ciampedie, Mugoni, Catinaccio, Laghetto d’Antermoia, Dirupi di Larséc.

Ecco i titoli delle leggende che è possibile leggere lungo il percorso:

  • gli Stregoni dei Mugoni
  • Gordo e Vinella
  • l’Enrosadira
  • il Lago d’Antermoia
  • Re Laurino e la leggenda delle Rose
  • la Sorgente dell’Oblio

È un percorso adatto a tutti, anche a bambini piccoli, facile ma non per questo meno bello di altri percorsi più impegnativi.

Noi abbiamo avuto la fortuna di percorrerlo dopo una abbondante nevicata e, arrivando molto presto, di aprire il sentiero creando le prime impronte nella neve fresca, una sensazione fantastica.

La piana di Gardeccia, in inverno si può raggiungere solo a piedi oppure con sci da alpinismo. È possibile scendere a valle con lo slittino, organizzandosi preventivamente, più avanti spiego come.

ATTENZIONE!
Il sentiero classico estivo che scende da Ciampedie, in inverno è chiuso perché attraversa le piste da sci.

Val di Fassa in inverno. A Gardeccia sul Sentiero delle Leggende

✅ Percorso facile
🕑 45 min sola andata (da Ciampedie)
👣 circa 2,5 km (da Ciampedie) 
📈 Dislivello 150 metri
🏚 Rifugi sul percorso: Rifugio Gardeccia, Baita Enrosadira, Rifugio Stella Alpina Spiz Piaz
👶🏼 Adatto a bambini.
🚩 Partenza da Pera o Vigo di Fassa

Val di Fassa in inverno. A Gardeccia sul Sentiero delle Leggende
Val di Fassa in inverno - Gardeccia - Sentiero delle leggende
Ciampedie e la seggiovia da prendere per andar verso Gardeccia

Val di Fassa in inverno, come raggiungere Gardeccia: la partenza Sentiero delle Leggende

Ci sono diverse opzioni per raggiungere questa conca meravigliosa:

  • da Vigo di Fassa con la funivia 211 (20€ a/r adulti, 10€ a/r bambini) si arriva a Ciampedie e con la seggiovia 215 (inclusa nel prezzo della funivia), si scende a Pian Pecei (1800 m.)
  • da Pera di Fassa con la seggiovia Vajolet 1 + Vajolet 2 (13€ a/r adulti, 8€ a/r bambini)si raggiunge Pian Pecei (1800 m.)

C’è anche un’alternativa più impegnativa ma altrettanto bella e a costo zero:

  • da Muncion si può salire a piedi in 2 ore circa lungo la forestale che in inverno è innevata. Possibile rientro con il proprio slittino.
Val di Fassa in inverno. A Gardeccia sul Sentiero delle Leggende

A Gardeccia in inverno: descrizione del Sentiero delle Leggende

Per raggiungere il Rifugio Gardeccia in inverno, noi abbiamo deciso di andare a Vigo di Fassa, dove abbiamo parcheggiato l’auto gratuitamente presso il comodo e vicino parcheggio che si trova all’incrocio tra Str. da Rezia e Str. De Piz de Val.

In inverno, durante i periodi alta stagione, la funivia è presa d’assalto dagli sciatori ma se si arriva all’orario di apertura (8:15) non ci sono problemi. Noi siamo partiti presto per questo motivo e perché volevamo goderci la camminata in solitaria o quasi, e così è stato.

Noi volevamo goderci l’intera giornata al sole e, sapendo che il Gardeccia a gennaio va in ombra già dalle 13:30, mentre al Ciampedie splende il sole fino alle 16:00, abbiamo deciso di fare l’escursione la mattina e rientrare al Ciampedie nel primissimo pomeriggio.

🌟 Partenza da Pera di Fassa:

Diversamente si può salire da Pera con le due seggiovie, proseguire per Gardeccia e tornando indietro salire al Ciampedie con la seggiovia 215. Finita l’escursione, ridiscendere a Pera prendendo tutte e tre le seggiovie. Sconsiglio questa opzione perchè alla fine verrebbe a costare la stessa cifra e per il fatto che in inverno in seggiovia fa parecchio freddo.

Ma torniamo alla nostra esperienza!

Alle 8:30 eravamo già al Ciampedie a meno 8°. Cielo blu intenso, neanche una nuvola e mezzo metro di neve fresca! Una meraviglia.
Del resto, erano giorni che le previsioni annunciavano una bella nevicata e non ci siamo fatti scappare l’occasione di fare questa escursione imbiancata di fresco.

Appena usciti dalla stazione della funivia, dopo qualche foto di rito, ci siamo diretti verso la seggiovia di fronte, che scende a Pian Pacei. La discesa regala, tra l’altro, una vista impareggiabile sui monti del Catinaccio.

In pochi minuti si raggiunge Pian Pacei da dove si imbocca il sentiero. È impossibile sbagliare, basta seguire le indicazioni chiare e ben evidenti e prendere il sotto passaggio.

Il primo tratto del Sentiero delle Leggende, è lungo una pista da sci in piano, poi si inoltra nel bosco e inizia un lieve saliscendi. A metà percorso, circa, si incontra un bivio. A destra si prosegue sul Sentiero delle Leggende, a sinistra si imbocca una variante, detta Sentiero Panoramico, più in salita che porta alla medesima destinazione.

Noi prendiamo a destra (faremo la variante la ritorno)e proseguiamo fino a un secondo bivio. A sinistra il sentiero, delimitato da una staccionata, sale un po’ più deciso fino al vecchio Rifugio Catinaccio ormai ridotto a rudere, a destra una variante conduce a una bellissima piana con vista che spazia fino alla Marmolada. Al limite dalla piana, una ripida ma breve salita, conduce anch’essa al Rifugio Catinaccio.

Subito dopo il rifugio un terzo bivio. A sinistra il sentiero E550 che conduce al Passo delle Coronelle, noi teniamo la destra verso Gardeccia che da qui, si raggiunge in 5 minuti. Incontriamo il Rifugio Enrosadira (aperto) e subito dopo il Rifugio Gardeccia.

Sono appena le 10:30, abbiamo impiegato, 1,5 ore ma abbiamo fatto 100 pause per foto, palle di neve e per leggere tutte le leggende di Re Laurino.

A Gardeccia in inverno: dove mangiare

C’è un sole splendido che bacia il Rifugio Gradeccia e la sua terrazza e, nonostante la temperatura non superi lo 0, se duti qui fuori si sta veramente bene.

Il rifugio non accetta la prenotazione e visto che abbiamo fame e che la cucina apre alle 11:30, ci prendiamo un caffè aspettando l’ora di pranzo.

Ci accomodiamo dentro e ordiniamo canederli al burro fuso e speck, spätzle (gnocchetti tirolesi) al pomodoro e al gorgonzola, tutto ottimo e prezzi adeguati.

Quando usciamo sono le 12:30 e c’è la fila di gente che aspetta di entrare. Sentiamo il gestore informare le persone in attesa che alle 14 la cucina chiuderà. Conviene senz’altro andare sul presto oppure valutare le alternative al Rifugio Stella Alpina Spiz Piaz o Baita Enrosadira che non abbiamo ancora mai provato.

A Gardeccia in inverno: il rientro

Finito di mangiare ci incamminiamo verso il sentiero che va verso il Rifugio Vajolet e Preuss. Facciamo pochissima strada, giusto il necessario per ritrovarci immersi in metri di neve. Una gioia per i bambini che si divertono un mondo a giocare nella coltre bianca.

Verso le 13:30 la conca va all’ombra e il freddo inizia a farsi sentire. Decidiamo quindi di rientrare a Ciampedie.

Questa volta prendiamo il sentiero panoramico che si imbocca tenendo la destra dopo il vecchio rifugio Catinaccio. Questo percorso è leggermente più stretto ma offre scorci imperdibili! Dopo poco si rientra sul sentiero delle Leggende.

Giunti al Pian Pecei, riprendiamo la seggiovia (inclusa nel biglietto della funivia) sci ritroviamo allo splendido sole del Ciampedie.

Qui c’è un bel parco giochi e diversi rifugi dove potersi riposare. Noi scegliamo la Baita Checco per prendere qualcosa di caldo. Alle 16:00 riprendiamo la Funivia che ci riporta a Vigo di Fassa.

🌟 Suggerimento:

La volta precedente a questa, abbiamo fatto lo stesso giro ma ci siamo portati tutto il necessario per scendere a valle con gli sci.
Abbiamo lasciato l’attrezzatura al Ciampedie e, una volta rientrati, siamo scesi a Pera, dove ci attendevamo i nonni, sciando su una lunghissima e bellissima pista azzurra.
Per chi non ha la possibilità di farsi venire a prendere, si può scendere anche a Vigo su pista rossa. Attenzione però perché il biglietto sola andata della funivia, non da diritto alla discesa e risalita al Pian Pecei che andrà quindi acquistato a parte.

Val di Fassa in inverno. A Gardeccia sul Sentiero delle Leggende
Sciare al Ciampedie

A Gardeccia in inverno: il rientro in slittino

Ci siamo informati sulla possibilità di rientrare in slittino. Gli slittini non sono disponibili a Gardeccia ma, volendo, si possono portare con se da casa. Per scivolare fino a valle, l’unica possibilità è scendere lungo la strada forestale che porta a Muncion e poi a Pera. Noi non abbiamo mai provato questa esperienza su questo percorso finora ma sappiamo che si può ed è anche molto divertente!

In questo caso consiglio di salire direttamente a piedi da Muncion portando gli slittini con se (si possono noleggiare in molti negozio che noleggiano sci), pranzare e poi scendere a valle le prime ore pomeriggio. Sarà uno spasso!! Qualcuno l’ha fatto?

A Gardeccia in inverno: conosci il Re Laurino e la sua leggenda?

La leggenda narra che tra i monti del Catinaccio si nascondesse un giardino di rose. Il suo proprietario legittimo era il Re dei Nani, Re Laurino. Laurino era solito scavare tra i monti in cerca di gemme preziose.

Oltre al giardino il Re possedeva anche una cintura magica che aveva il potere di renderlo invisibile. Un giorno il re dell’Adige fece una grande festa alla quale invitò tutti i nobili tranne Laurino che, offeso, senza farsi vedere, grazie alla sua cintura, andò lo stesso.

Alla festa Re Laurino vide la figlia del Re dell’Adige, la principessa Silmilde e se ne innamorò perdutamente. Pazzo d’amore la rapì e la portò con se nel suo regno sul Catinaccio.

Ma il padre, Re dell’Adige corse con il suo esercito in soccorso alla figlia. Laurino era sicuro di poter sfuggire all’esercito grazie alla sua invisibilità e si rifugiò tra le sue rose. Muovendosi tra esse, però Laurino le faceva muovere e per questo fù semplice per i soldati indivuarlo, tagliargli la cintura che lo rendeva invisibile e imprigionarlo.

Al re dei nani non restò che arrendersi e consegnare al padre la bella Similde. Prima di farlo, però, lancio una tremenda maledizione contro quel giardino di rose che lo aveva tradito e disse: “né di giorno, né di notte alcun occhio umano potrà più ammirarti”. E così, dove un tempo c’erano quelle bellissime rose non restò che la nuda roccia.

Re Laurino, però, non aveva tenuto conto dell’ora del tramonto e dell’alba, che non sono né giorno né notte. Per questo, ancora oggi, quando il sole scende o sale dietro le montagne, possiamo ammirare il giardino di rose rosse che colora le cime delle Dolomiti. Infatti in tedesco il Catinaccio è conosciuto col nome di “Rosengarten”. Questo fenomeno atmosferico si chiama Enrosadira ed è particolarmente visibile nelle giornate limpide.

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