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3 settimane in giro per l’India del nord con autista

by Ilaria
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India on the road: Rajasthan – Uttar Pradesh (Agra + Varanasi)

Dal mio personale diario di viaggio…
Ho fatto questo diario senza sapere che poi l’avrei messo online. Spero quindi di non offendere nessuno con il mio linguaggio a volte un po’ diretto e le espressioni colorite… Leggendolo capirete certamente gli stati d’animo e le sensazioni provate in quei momenti. Questo è stato il viaggio delle forti emozioni, nel bene e nel male.

GiornoLuogoHotel
GIORNO 1 – 6 agostoBOLOGNA – DELHIAjanta
GIORNO 2 – 7 agostoDELHIAjanta
GIORNO 3 – 8 agostoDELHI – MANDAWAAjanta
GIORNO 4 – 9 agostoMANDAWA  BIKANERMandawa Haveli
GIORNO 5– 10 agostoBIKANER  JAISALMERRaj Vilas Palace
GIORNO 6 – 11 agostoJAISALMER  KHURI  JAISALMERDeoki Niwas Palace
GIORNO 7 – 12 agostoJAISALMER  JODHPURRatan Vilas
GIORNO 8 – 13 agostoJODHPUR  RANAKPUR  UDAIPURRam Pratap Palace
GIORNO 9 – 14 agostoUDAIPURRam Pratap Palace
GIORNO 10 – 15 agostoUDAIPUR  PUSHKARMaster Paradise
GIORNO 11 16 agostoPUSHKAR  JAIPURDELHI – MANDAWA
GIORNO 12 – 17 agostoJAIPURHawa Mahal
GIORNO 13 – 18 agostoJAIPUR  SAMODE  JAIPURHawa Mahal
GIORNO 14 – 19 agostoJAIPUR  FATEHPUR SIKRI – AGRAKant
GIORNO 15 – 20 agostoAGRAKant
GIORNO 16 – 21 agostoAGRA  JHANSI  ORCHABetwa Retret
GIORNO 17 – 22 agostoORCHA – KHAJURAHOGreen Wood
GIORNO 18 – 23 agostoKHAJURAHOGreen Wood
GIORNO 19 – 24 agostoKHAJURAHO – SATNA – VARANASISurbhi
GIORNO 20 – 25 agostoVARANASISurbhi
GIORNO 21 – 26 agosto 05VARANASI – DELHIAjanta

GIORNO 1: 6 agosto 

India on the road: Bologna – Delhi 

Siamo sull’aereo per Delhi. Siamo partite ormai da 6 ore.
L’arrivo è previsto tra 4 ore. Arriveremo di notte. Peccato, mi sarebbe piaciuto vedere la città dall’alto di giorno! Devo dire che abbiamo mangiato niente male su questo volo Lufthansa! Non so esattamente cosa, sicuramente c’era del pesce e del riso, il resto… mah! Comunque era buono. Molto piccante – meglio – sarà meglio farci l’abitudine! Ci aspetta un bel film scemo con Jennifer Lopez. Spero inizi presto perché mi sto un po’ annoiando. 

India del nord 3 settimane on the road

GIORNO 2: 7 agosto

India on the road: Delhi 

Commento del primo giorno in India: DELHIRIO!!

Dormiamo fino alle 12. Beh, dai, dopo un viaggio così lungo e considerando il fuso orario, ci sta anche. Mr Singh ci aspetta fuori dall’albergo ma noi non ci togliamo il piacere di un bel continental breakfast.

Partiamo e siamo subito catapultati in un, è il caso di dirlo, casino bestiale: un traffico disordinato di risciò, bici, macchine e apette verdi e gialle con la capotte che schizzano da tutte le parti. Mr Singh è teso. Non sa bene dove andare, infatti chiede informazioni di continuo e poi suona… Ammazza quanto suona! Usa il clacson di continuo anche quando non c’è nessuno per strada. 

Giriamo come trottole per New Delhi per un paio d’ore riuscendo a visitare (visitare… parolone! Senza scendere dall’auto): Rashtrapati Bhavan (il palazzo del presidente) e India Gate, l’arco di trionfo indiano contornato da un bel parco.

Chiediamo poi a Mr Singh di portarci a vedere la città vecchia. A stento capisce, non parla inglese, fa del suo meglio ma è davvero faticoso per tutti. Non riusciamo a parcheggiare nei pressi, siamo dunque costrette a lasciare la macchina. (finalmente!)

Decidiamo di prendere un risciò, sembra di andare sulle montagne russe, ma questa si rivela una scelta azzeccata. Old Delhi è un reticolo di stradine piene di gente. Molto pittoresco. Visitiamo anche il Red Fort. Fa caldo ma il posto non è male. È domenica ed è pieno di turisti locali con le famiglie. Molto bello. 

Dopo un altro breve giretto in risciò torniamo all’albergo. Insegnamento del giorno: chi va piano va sano e va lontano! La cena all’albergo è ottima. Andiamo a letto subito dopo cena visto che domani ci alzeremo presto. 

GIORNO 3: 8 agosto

India on the road: Delhi – Mandawa

Sveglia alle 7. Abbondante colazione e si parte…
8:30 Mr Singh è fuori che ci aspetta. Cariche come delle molle partiamo. Ci aspettano più di 300 Km di strada che da queste parti significano come minimo 6 ore d viaggio. Questo vale se hai un’autista scaltro e “scafato”… purtroppo Singh, come già detto, ce la mette tutta, la sveglio sveglio non è… 
Facciamo due volte il giro di Delhi che non è proprio Calderara… perdiamo due ore. Vabbé! 

Arriviamo a Jhunjunho dove ammiriamo le prime di una lunga serie di haveli (tipiche abitazioni locali caratterizzate da un cortile centrale e pareti spesso riccamente dipinte, qualche volta ridestante ad uso alberghiero).
Finora il tempo metereologico è stato favorevole. Con l’aiuto di una guida locale visitiamo anche il Khetri.
Mahal, un bel palazzo tutto volte, archi e fregi senza porte né finestre. Dal tetto ammiriamo questa città circondata da alcune collinette rocciose. Fa un caldo esagerato.

Sbagliamo strada ancora un paio di volte (il plurale lo uso così per non infierire sul povero Singh che ha già abbastanza grane) e ad un certo punto ci incastriamo in una strettoia con un camion. Agile come un mammuth, Singh si libera e proseguiamo per Mandawa. Arriviamo verso le 17!

L’albergo riservato (Mandawa Haveli) è davvero molto bello. Ad aspettarci lì c’è Rakesh, il nostro nuovo driver. Ebbene sì, abbiamo chiesto di cambiare autista, ci dispiace per il caro Singh ma viaggiare così è davvero impossibile. Passi che non conosca neanche una parola di inglese, passi che non sia un tipo molto propositivo (magari lo è ma non conoscendo nessuna lingua oltre all’hindi è dura) ma il fatto che non conosca neanche una strada e che, per raggiungere ogni meta, impieghiamo circa il doppio del tempo necessario no, purtroppo non abbiamo tutto questo tempo…
Io sono sola in una doppia proprio carina. Ci rimettiamo un po’ in sesto poi la prode Vane prende il coraggio per andare a salutare Singh lasciandogli una discreta mancia. Per fortuna sembra contento e il nostro senso di colpa si attenua almeno un pochino. 

Giro guidato per le haveli. Molto belle e poi cena a lume di candela sulla terrazza dell’albergo.
Tutto perfetto. Si va a nanna. 

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GIORNO 4: 9 agosto 

India on the road: Mandawa – Bikaner 

Con Rakesh è tutta un’altra vita; sa guidare che è già una grande cosa, capisce l’inglese e si fa capire bene, inoltre è propositivo e sveglio. Bene, bene, siamo molto contente. Speriamo solo che la mancia lasciata a Singh abbia compensato l’abbandono.

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Sosta a Fatephur per vedere un paio di haveli.
Alle 12 siamo a Bikaner. Questa sembra una città meglio organizzata delle altre e forse anche più ordinata. Check in all’hotel dove ci accolgono con una ghirlanda di fiori… 

Siamo al Raj Vilas Palace. Ben organizzato, nuovo, pulito un po’ asettico. Visitiamo il forte. Un’ora di tour. Carino ma niente di che. Durante il tour c’imbattiamo anche in un palpeggiatore che – scoperto – se la da a gambe. Fa molto caldo. Nonostante la reticenza del driver ci facciamo portare al tempio Tempio Karni Mata detto anche “dei topi”. Beh, la Nat ha sì e no varcato la soglia, io e la Vane ci avventuriamo ma quello che ci resta di questa visita sono solo, tenetevi forte stomaci deboli, gli escrementi di topo attaccati ai piedi.

Che schifo! Però almeno possiamo dire che ci siamo state!!

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Torniamo indietro e andiamo a visitare il palazzo del marajà. Bello, ma lo vediamo un po’ di fretta perché siamo stordite dal caldo. Doccia, massaggio in albergo e cena in un ristorante vicino al palazzo di prima. Niente male il cibo, atmosfera un po’ giù di tono. 

GIORNO 5: 10 agosto

India on the road: Bikaner – Jaisalmer 

Colazione al Raj Vilas da dimenticare. Partiamo alle 8:30. Facciamo una sosta in un posto carino, sembra un’oasi. C’è anche un tipo che ci ricorda Zorro che si “propone” alla Nat.

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Arriviamo al Deoki Niwas Palace alle 14. Albergo modesto ma pulito, non molto di atmosfera. Non avevamo chiesto una guida ma ci ritroviamo due personaggi alla reception che ci dicono che il tour guidato è magicamente diventato gratis. Vabbé, accettiamo e andiamo a mangiare qualcosa al forte al Roof Top Restaurant. Mangiamo dei panini con pollo e patatine: niente male ed economico. Visita al lago Gadi Sagar e poi visita ai Cenotafi dei marajà Bada Bagh, tutto molto bello, panoramico e suggestivo.

Albergo, doccia e cena al Trio. Tutto buono. 

GIORNO 6: 11 agosto 

India on the road: Jaisalmer 

Partiamo alle 9. Tour della città. Prima andiamo al forte di Jaisalmer, l’unico abitato del Rajasthan. Molto bello il palazzo del marajà. Dopo la visita la guida ci indirizza abilmente in un negozio dove Vane e Nat comprano delle pashmine. Continua il giro e vediamo vari templi e haveli, altri negozi “caldamente” consigliati. Poi, dopo una discussione infinita riusciamo a liberarci della nostra fin troppo premurosa guida. Finalmente un po’ di libertà, iniziavo davvero a sentirmi in gabbia. Ci dirigiamo nella zona degli empori dove io e Nat ci facciamo fare una camiciola su misura, e in più dopo estenuanti contrattazioni acquistiamo anche stoffe per fare copriletto e tovaglie. Dopodiché via di corsa al prossimo negozio. Non possiamo farci scappare quelle belle coperte leggere tutte ricamate. Riusciamo a portarne a casa 3 per 3300 rupie. Rakesh ci aspetta in un parcheggio vicino. 

Mentre torniamo all’albergo vengo assalita da forti dolori addominali… starà arrivando la versione indiana della maledizione di Montezuma tanto preannunciata dalla Lonely?? Per fortuna no!!! 

Doccia veloce e via… si parte per Khuri, un villaggio ad un’ora di Jaisalmer. Due cammelli ci aspettano. Il mio appena mi vede emette uno strano suono e scuote la testa come a dire: “No, no, io quella non la voglio!” Infatti faccio per salire e mi si scrolla via di dosso! Rimango a penzoloni tra incredulità e risate. Per fortuna decidono di cambiarmi cammello. L’escursione sul cammello è davvero divertente, non immaginavo fosse un animale così alto. 

Ci dirigiamo verso le dune… niente a che vedere con il Sahara ma comunque valgono la deviazione.

Una nuvola dispettosa disturba il nostro tramonto. La cena, compresa nell’escursione non ci è piaciuta: molto turistica con spettacolo di balli, cibo non buono e caro. Torniamo all’albergo esauste.

GIORNO 7: 12 agosto 

India on the road: Jaisalmer – Jodphur 

Dopo una colazione niente male partiamo. All’una siamo a Jodphur. Carino davvero questo albergo (Ratan Vilas), coloniale, molto di atmosfera, bella la camera con aria condizionata, silenziosa. Visitiamo il maestoso Umaid Bhawan Palace, l’attuale residenza del marajà. Poi andiamo al forte. Magnifico e organizzato impeccabilmente. All’ingresso, comprese nel biglietto, audioguide in italiano. Il forte è bellissimo (il più bello visto fino ad ora) e la visita anche. 2 ore sono appena sufficienti per vederlo tutto e fare uno spuntino.

Sulla strada del ritorno visitiamo il Jaswant Thada, le tombe dei marajà. Posizione magnifica… bel posto. Facciamo una visita veloce e ci facciamo portare “in centro” alla torre dell’orologio.

Girovaghiamo per il mercato dove acquistiamo braccialetti e spezie per poche centinaia di rupie. Il mercato è davvero carino e poco turistico. Qui vengono molti locali a fare la spesa e vale la pena girare da soli e perdersi un po’. Decidiamo di prendere un risciò che ci porti nella via dei negozi di antiquariato. Alcuni hanno cose fantastiche. 

Compro 8 ciotoline di marmo per 350 rupie. Ci piace proprio questa città! Ci rendiamo conto che girare da sole non è affatto pericoloso, anzi è sicuramente molto meglio. Dopo la doccia ceniamo al On the Rocks. Il posto è molto carino e la cena anche meglio! Il conto però deve ancora arrivare… 

GIORNO 8: 13 agosto

India on the road: Jodphur – Ranakpur – Udaipur 

Partiamo alle 8:30. Prima sosta a Ranakpur. Rakesh è diventato silenzioso, non ci offre neanche più le sue mentine che si mangia di nascosto! A Ranakpur visitiamo il tempio giainista maestoso con le sue 1444 colonne in marmo scolpito una diversa dall’altra.

Proseguiamo verso Udaipur. La strada sale su colline fantastiche. La natura qui è rigogliosa, un paesaggio completamente diverso rispetto a quello visto fino ora. I fitti boschi si alternano a sconfinati prati verdi. Davvero molto bello!! Lungo la strada ci fermiamo nel primo ristoro che troviamo. La fortuna ci assiste, il posto è fantastico.

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Immerso nel verde, anche questo in stile coloniale. Mi colpiscono molto le sedie in ferro con seduta in listelli di legno. Rakesh è sempre più scocciato, non gradisce le nostre richieste di voler andare dove ci pare ma noi ignoriamo il suo risentimento e decidiamo di pranzare qui. 
Solo uno spuntino ma davvero goduto! La strada per Udaipur è davvero lunga ma i paesaggi sono fantastici. Arriviamo alle 16:30 stanche morte, non vediamo l’ora di sistemarci in camera e invece che ci dicono? C’è stato un equivoco e non c’è la nostra stanza. Perfetto! Proprio quello che ci voleva… Tranquille, vi portiamo in un altro albergo della stessa categoria. Mmm… come no?! Albergo orrendo, praticamente mezzo distrutto con lavori in corso. Da qui una discussione infinita. Ci portano in un altro albergo, accettiamo storcendo un po’ il naso con la promessa che il giorno seguente ci avrebbero dato una camera nel nostro albergo già pagato. Il primo (il nostro) era sicuramente migliore. Dopo un po’ ci chiamano in camera e ci dicono che saremmo rimaste lì per due giorni… ed è qui che si scatena l’ira di Nat. Parte una battaglia a colpi di telefonate tra l’albergo, l’agenzia, l’albergo di ripiego. Un casino che non finisce mai.

Vabbé, per farla corta, alla fine otteniamo una camera migliore per la sera e la promessa del cambio per il giorno seguente. Perdiamo un’ora e mezza e per farci passare il nervoso decidiamo di passare un’ora in un minishop di album con copertine in seta e pelle. È qui che ho comprato un bellissimo album di foto in pelle che fa bella mostra nel mio salotto. Niente di meglio dello shopping per far passare il nervoso!
Ceniamo al Jagat Niwas, un bell’albergo con terrazza sul tetto adibita a ristorante. La cena è ottima e la vista sul lago illuminato dai palazzi è stupenda! 

GIORNO 9: 14 agosto 

India on the road: Udaipur 

Forse sono un po’ incazzati con noi… ci svegliano quasi un’ora prima dell’orario stabilito. Ci trasferiamo al Ram Pratap e facciamo colazione. Non ci assegnano ancora la stanza. Rakesh oggi è più sorridente e ci porta al City Palace. Per il resto della giornata sarà libero e lo rivedremo domani mattina.

Il palazzo è molto grande e anche molto particolare. Gli ambienti sono molto diversi tra loro, alcune stanze davvero molto esagerate. Molti specchi e vetri colorati. Ci sentiamo quasi in discoteca.

Conclusa la visita al museo del City Palace decidiamo di sfruttare il “Soft drink with a vintage touch” incluso nel biglietto “package” che abbiamo deciso di acquistare per 515 rupie + 200 (per la macchina fotografica). Dopo due chilometri a piedi nello smog delle stradine cittadine scopriamo che il Vintage Touch non è altro che una visita ad una serie di macchine d’epoca appartenute al maharana e che il soft drink è una pepsi ma da bere in piedi niente tavolo… Insomma non proprio una scelta azzeccata! Prendiamo il tuck-tuck che per 20 rupie ci riporta al palazzo.

Decidiamo di fare il giro del lago con la barca, sempre incluso nel pacchetto. Esperienza divertente e riposante. Ci concediamo poi una buona (anche se un po’ cara) bruschetta italiana al Terrace View. Stasera vogliamo trattarci bene, andiamo quindi al ristorante dell’Udai Kothi Hotel. Bello e buono!

Prenotiamo un tavolo con vista sul lago per stasera. Abbiamo il tempo per un po’ di shopping (compro due miniature carine per 500 rupie) e poi via al tempio giainista. Sinceramente niente di ché. Ci resta ancora un soft drink da consumare al Terrace View e quale momento migliore se non il tramonto? Infatti… meraviglioso! Non riesco a smettere di scattare fotografie. Udaipur è davvero stupenda.

Dopo la doccia all’albergo andiamo a cena. La vista dalla terrazza di sera è bellissima, la cena non male e… ciliegina sulla torta: fuochi d’artificio sull’altra sponda del lago. GIORNATA PIENA E SODDISFACENTE! 

GIORNO 10: 15 agosto

India on the road: Udaipur – Chittorgarh – Pushkar 

Dopo un paio d’ore in autostrada (dove abbiamo incontrato mucche che brucavano lo spartitraffico, 2 camion in corsia di sorpasso contromano, gente a piedi contromano) arriviamo a Chittorgarh e visitiamo il bellissimo forte. Questo antico edificio ha una storia molto suggestiva e triste di suicidi di massa in difesa dell’onore. Per sfuggire al disonore della cattura da parte dei nemici, quando la presa del villaggio o città era ormai certa, le donne si immolavano su pire infuocate (jauhar) mentre gli uomini si lanciavano nel combattimento a cavallo, fino alla morte. Ci sono varie zone da visitare praticamente in stato di abbandono. Belle rovine nel verde.

Proseguiamo il viaggio per Pushkar… infinito! Arriviamo dopo 8 ore, tramortite. Per fortuna l’albergo (Master Paradise) è carino, nel verde e decidiamo di rilassarci un po’ sul bordo della piscina.

All’ora del tramonto (le 19:00) siamo sui gath a goderci lo spettacolo. Molto bello anche stasera. Buono il cibo indiano eh… ma non ne possiamo più delle spezie… un calcio ai buoni propositi e ci buttiamo sulla la pizza. Al Moon Dance c’è un bel giardino dal quale si intravede il passaggio di gente. Stasera è festa! Vane non si sente proprio bene e la accompagniamo all’albergo, poi torniamo in mezzo al marasma di gente che si muove in tutte le direzioni. Cerchiamo di entrare in un tempio che sembra essere il fulcro della festa, ma i “non pellegrini” non sono ammessi. 

È una bella confusione, un continuo di canti che sembrano lamenti, campanelli suonanti, clacson di motorini, gente che vuole la tua attenzione “Hello Madam, which country??”, bancarelle di gelati mooooolto artigianali e chi più ne ha più ne metta! 

GIORNO 11: 16 agosto 

India on the road: Jaipur

Mattina dedicata allo shopping e relax. Compro due borse di cotone (180 rupie), due pantaloni (180 rupie). Dopo un sandwich al Sunset Café (non male, bagno orrendo!) partiamo per Jaipur.
Sui muri di Pushkar c’era scritto: AIDS IS CURED e www.The-comforter.Org, controlleremo al ritorno! Arriviamo due ore e trenta più tardi… L’hotel (Hawa Mahal) è davvero bruttino con lenzuola e cuscini inguardabili. Ce li cambiano. Dopo un’oretta di riposo andiamo a visitare questa specie di parco a tema sul Rajasthan con cena compresa. Iniziamo ad essere un po’ stanche di tutte queste spezie quindi non ci gustiamo appieno la cena che però secondo me non è male.

GIORNO 12: 17 agosto 

India on the road: Jaipur 

Partiamo alle 9 per la visita della città di Jaipur. Il cielo è coperto (ieri pomeriggio super acquazzone!) e per paura della pioggia mi vesto forse troppo. Infatti… fa un gran caldo umido e con gli scarponcini e i jeans si muore.

Oggi abbiamo la guida. È molto preparata e parla bene inglese. Dopo un breve giretto in macchina per la città andiamo ad Amber per visitare il forte. Sarà un grosso elefante che, con passo lento, ci porterà fino in cima. Esperienza carina non fosse stato per i venditori di cianfrusaglie che non ci hanno lasciato vivere (50 rupie per la foto sull’elefante).

La visita al forte dura quasi due ore. Oggi sono insofferente. Il forte è carino ma oggi mi sembra tutto uguale. La guida si sofferma su ogni dettaglio… non ne posso più. Mi sento come quando a scuola ci portavano in gita e non ne avevi mezza voglia di stare a sentire le spiegazioni. Ora siamo ad un osservatorio. Io salto volentieri e ne approfitto per riposarmi un po’ all’ombra di questo albero. Ora ci aspetta la visita al City Palace, tremo già all’idea!!

Adesso che mi rimetto a scrivere va un po’ meglio… la visita al City Palace è stata interessante non tanto per l’edificio che non offre molto, quanto per la mostra di abiti antichi (molto belli), e la sala con foto, disegni, tappeti e altre curiosità. La visita è finita, andiamo in pace!

Abbiamo fame e ci facciamo portare in centro. Che confusione!! Una cosa incredibile, bici, risciò, macchine… tutti suonano… non si respira dallo smog. Ci rifugiamo da Mac Donald’s che ci sembra la salvezza. 
Niente da fare: anche il panino è speziato all’indiana e il gelato finisce nel cestino direttamente. 

Jaipur non ci piace ma forse siamo nel posto sbagliato. Ci avventuriamo nella città vecchia… peggio ancora… le bancarelle e i negozietti vendono cose poco interessanti. Tanto sporcizia e confusione. Sms a Rakesh che dopo un’attesa di 15 minuti a fianco di un carretto di frutta ci viene a salvare!! Sono le 18. 

Nota positiva della giornata: Rakesh ci invita a casa sua a per conoscere la sua famiglia e offrirci un tè. La casa è davvero minuscola, ci viene un po’ di magone, ma la sua famiglia è molto bella e allegra, sembrano tanto felici… ci godiamo il tè e diamo i regali ai bambini che secondo me non capiscono che il regalo è quello che c’è dentro! Molto dolci.

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Oggi il morale della truppa è basso: colpa del caldo e della città ci non ci è piaciuta affatto. Ci concediamo una bella cenetta con balli e canti in un posto carino, lo Spice Court, vicino al nostro albergo. 

GIORNO 13: 18 agosto 

India on the road: Jaipur – Samode – Jaipur 

Partiamo alle 10 per Samode. La Lonely Planet ne parla appena. Siamo pronte al peggio e partiamo molto prevenute. Dopo un’oretta arriviamo in questo paesello circondato da verdi colline. Andiamo direttamente al Samode Palace che oggi è un albergo di lusso. Lo visitiamo e ci piace moltissimo. È conservato proprio bene, pieno di affreschi dai bellissimi colori e arredi antichi: stupendi. Ci fanno vedere una suite: bellissima… al centro addirittura una fontana! Dopo un tè nel chiostro del palazzo partiamo per un tour in cammello per il paese. I bambini ci salutano con entusiasmo mentre passiamo per le viuzze piene di botteghini di vario genere. Non ci sono macchine né moto qui e questo ci fa un gran piacere. Il giro prosegue nella campagna. Alcuni bambini e due ragazzi ci seguono ancora.

Arriviamo all’ingresso del Samode Bagh dove ci aspettano per pranzo. Non crediamo ai nostri occhi! Giardini curatissimi, fontane, prati verdi circondati da antiche mura di recinzione e là sotto un maestoso albero in mezzo al prato il nostro tavolo da pranzo elegantemente apparecchiato! UN SOGNO! Tre camerieri vestiti di bianco ci riempiono di cibo e attenzioni siamo commosse. Dopo la giornatina di ieri non ci aspettavamo certo un trattamento del genere oggi. Stiamo per scoppiare ma non riusciamo a dire no neanche al dolce! Purtroppo dobbiamo separarci da questo paradiso per tornare all’albergo per prendere la biancheria lavata.

Mah… ci viene il sospetto che Rakesh si sia rotto di aspettare. Di fare un altro giro per la città non se ne parla così andiamo a farci massaggiare al Kerala Ayurveda Center sempre vicino all’albergo e la giornata chiude in bellezza! 

Film in inglese alla TV e a letto senza cena… che non ci fa male! 

GIORNO 14: 19 agosto 

India on the road: Jaipur – Fatehpur Sikri – Agra 

Un paio d’ore di strada asfaltata, più di un’ora di strada dissestata che mette a dura prova il nostro stomaco, poi ancora strade che attraversano paesini un po’ tutti uguali e siamo a Fatehpur Sikri. La moschea è davvero grande, è consentita la visita ma tassativamente a piedi scalzi. Decidiamo di visitare anche il complesso di palazzi restaurati fatti costruire dal grande imperatore moghul Akbar. Il posto è molto bello ma fa un caldo impossibile che ci piega le gambe. La visita dura poco più di un’ora e ripartiamo per Agra.

Siamo nella città del Taj Mahal alle 17. Vegetiamo fino alle 19:30 e poi a cena in un ristorante consigliato da Rakesh (Only) dall’improbabile stile hawaiano misto tirolese. La cena ci delude e ci procurerà anche qualche disturbino!! 
Andiamo al Kant hotel per riposarci (davvero triste!). Ci riguardiamo tutte le foto fatte finora e poi a letto. 

GIORNO 15: 20 agosto 

India on the road: Agra 

Decidiamo di visitare il Taj Mahal al tramonto, occupiamo quindi la mattinata per visitare prima il Forte Rosso, poi il Mini Taj e poi… Il caldo è opprimente quasi quanto la gente nei pressi dei monumenti. Il fatto che questo sia probabilmente il decimo forte che visitiamo non ce ne fa apprezzare appieno la bellezza e maestosità. Questo è comunque un luogo ben conservato con giardini curati. Per accedervi acquistiamo un biglietto che comprende le tasse di 5 monumenti (anche quelli di Fatehpur… averlo saputo!) per 500 rupie + 250 di ingresso. Il Itmad-ud-Daula  detto anche Mini Taj è ugualmente ben tenuto e decorato… dopo mezz’ora siamo fuori (100 rupie). 

Il luogo che forse più ci colpisce è la Tomba del grande Akbar. È un enorme giardino molto curato con prati che sembrano moquette verdi popolate da cervi e scimmiette. Al centro la tomba, anch’essa enorme e maestosa. Molto bello (100 rupie).

Sono distrutta e non vedo l’ora di tornare in albergo. Coma totale. Oggi mi sento 150 anni!
Dormo per ben 3 ore e finalmente mi sento rinata. Meno male ci aspetta il mitico Taj.
Rakesh è già partito per Jansi, che noi raggiungeremo in treno (strada troppo accidentata), prendiamo quindi un risciò. Varcata la seconda porta lo spettacolo che ci si presenta non tradisce le nostre aspettative! Aspettiamo qui il tramonto e ci godiamo lo spettacolo del Taj che cambia colore con il passare dei minuti (250 rupie).

La giornata è stata intensa. I monumenti sono meravigliosi ma quello che c’è fuori è sconcertante. La gente è davvero povera e assistiamo spesso a condizioni di vita inaccettabili. Intere famiglie che vivono nelle aiuole delle rotonde delle strade cittadine, bambini sfregiati in ogni angolo che chiedono l’elemosina, lebbrosi deturpati dalla malattia che fanno altrettanto, gente ovunque e ad ogni ora. Ne vediamo più di uno dormire in equilibrio sul sellino della sua bicicletta, probabilmente l’unico suo bene. È un continuo contrasto di emozioni, nel giro di pochi minuti può capitarti di imbatterti nella cosa più bella vista nella tua vita e nella più brutta e triste immaginabile.

Ci fermiamo per un drink in uno dei ristoranti con sala sul tetto e poi a letto presto. Sono di nuovo davvero molto stanca, il ritmo serrato del viaggio inizia a farsi sentire… 

GIORNO 16: 21 agosto 

India on the road: Agra – Orchha 

Ore 7:30 appuntamento con il taxi che ci porterà alla stazione di Agra per prendere il treno veloce che in sole 3 ore ci porterà a Jhansi. Il treno si rivela un’ottima soluzione per percorrere questo tratto.

Rakesh, che ci aspetta a Jhansi, infatti ci dirà che a lui sono servite 7 ore per fare la stessa tratta in macchina. Proseguiamo in macchina e dopo un’oretta siamo ad Orchha. Si tratta di una piccola cittadina tranquilla attraversata dal fiume Betwa, in Madhya Pradesh. Ci piace.

Visitiamo i palazzi decadenti ma affascinanti che si trovano su un’isoletta in mezzo al fiume. Ci avventuriamo poi tra le vie del paese pieno di bancarelle.

Ci sarebbero da visitare diversi templi ma anche oggi il caldo umido ci piega. Consumiamo un pranzo niente male e poi in albergo. Io entro in coma anche oggi per tre ore. Aiuto, che mi succede??! Usciamo solo all’ora del tramonto consumiamo la cena nel giardino dell’albergo. Il fish’n’chips che ho ordinato non è male ma si rivelerà una mattonata per il mio stomaco durante la notte. Nottataccia… non ho chiuso occhio, mi è venuta la febbre, più un paio di appuntamenti poco piacevoli con il bagno. Alé… ecco cosa stavo covando.

3 settimane in giro per l'India del nord con autista

GIORNO 17: 22 agosto 

India on the road: Orcha – Khajuraho 

La mattina non inizia bene: ho la febbre e mi sento uno schifo. Un altro paio di visite al bagno e alle 11 siamo pronte per partire. Viaggio tremendo, strade impossibili… arriviamo alle 15:30! In più piove forte… io resto in albergo a scrivere il diario.

Tre ore di riposo davanti alla TV e mi riprendo un po’ giusto per andare a cena. Stasera ristorante italiano Mediterraneo. Ci spariamo tre pizze niente male. Qui conosciamo un gruppo di ragazzi di Avventure nel Mondo… e ci tiriamo un po’ su di morale. C’é chi ha avuto più disavventure di noi!!! 

GIORNO 18: 23 agosto 

India on the road: Khajuraho 

Khajuraho ha il più grande numero di templi medievali induisti e giainisti dell’India, per questo il villaggio è nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità. Iniziamo la visita verso le 10:30 e ci infiliamo subito nel giardino che racchiude i templi della zona occidentale. Ogni tempio è dedicato a una diversa divinità e presenta caratteristiche architettoniche particolari, ma nel complesso tutti i templi sono simili tra loro. Quello che ci colpisce sono indiscutibilmente le sculture che adornano la base e le pareti esterne. Secondo alcuni studiosi esse rappresentano il fatto che per giungere al cospetto della divinità si debba lasciare i propri desideri e le proprie pulsioni sessuali all’esterno del tempio.
Bè sarà ma queste ci sono piaciute particolarmente!! 

Il caldo non molla, soprattutto appena esce il sole. Ci incamminiamo verso i templi giainisti ad est, simili ai primi visitati… meglio gli altri. Fa troppo caldo, desistiamo e prendiamo il risciò per tornare indietro, ma il conducente che pedala arranca a causa del nostro dolce peso. Scendiamo prima… non vogliamo averlo sulla coscienza! 

Un sandwich al volo e partiamo per le cascate di Raneh. L’ingresso è costosetto (100 x 3 persone) + (40 x 2 macchine fotografiche) + (150 x l’automobile) + (25 x la guida) + (10 x l’autista) ma lo spettacolo li vale tutti!! Tantissima acqua, una forza della natura. L’umidità non lascia respirare ma ne vale la pena. Un passaggio veloce all’hotel per poi tornare al Mediterraneo.

Stasera andiamo di pasta… beh, dai, non ci lamentiamo. A letto presto che domani si fa levataccia alle 2:30! 

GIORNO 19: 24 agosto

India on the road: Kajuraho – Satna – Varanasi 

Oggi giornata di trasferimento. Alle 3 siamo già in strada per Satna. La strada è impossibile, buche che sembrano crateri, mandrie di mucche, capre, cani che dormono in mezzo alla strada: un inferno!
E noi che volevamo dormire durante il viaggio, hahahaha!!
Per questo abbiamo programmato la seconda tratta il viaggio (la più lunga) in treno fino a Varanasi; le strade qui sono notoriamente devastate.
Ce l’abbiamo fatta, dopo sole 4 ore per 115 km siamo in stazione!

L’entusiasmo si spegne però in un attimo! Il treno che avrebbe dovuto portarci a Varanasi è cancellato dal 2 agosto! Come cavolo avrà fatto l’agenzia a farci il biglietto il 3?? Dopo telefonate su telefonate tra Nat e l’agenzia riusciamo ad ottenere di proseguire il viaggio in macchina.
Ripartiamo alle 9 e dopo 14 ore, un’incazzatura esagerata e tutte le ossa rotte, arriviamo a Varanasi. 

3 settimane in giro per l'India del nord con autista

Thank God… l’albergo (Surabhi) è decente. Siamo distrutte, riusciamo solo a scendere al ristorante dell’albergo per la cena e poi dritte a letto. Che giornata esaltante…

GIORNO 20: 25 agosto 

India on the road: Varanasi 

È destino: ormai non si dorme più. Punto la sveglia del telefono alle 4:30 per essere pronte alle 5 per il Boat Ride sul Gange, ma a mezzanotte arriva un sms da mia madre che Nat scambia per la sveglia. Si alza, si lava i denti e poi sveglia tutte dicendo “Beh, non vi alzate??” Torniamo a dormire, va là! 

Attraversiamo la città mentre ancora tutti dormono, sembra così calma… Raggiungiamo i Gath… mamma quanta acqua! Il Gange in questo momento misura 2 km di larghezza e i famosi gradoni che vi si immergono oggi sono completamente sotto il livello dell’acqua. Prendiamo comunque la barca per fare un giro di 1,5 ore lungo la sponda. Perdiamo l’alba per colpa di qualche nuvola dispettosa ma riusciamo comunque ad osservare la gente che prega, si lava, fa il bucato con l’acqua di questo sacro fiume. L’atmosfera è molto bella, anche la luce e la pace di questo posto. Ogni tanto qualche barca a motore carica di turisti rompe la magia, ma fa lo stesso.

Torniamo all’albergo per la colazione e alle 9 ripartiamo con una guida locale per la visita del Sarnath, tempio buddista dove Buddha fece la sua prima predica. 
Visitiamo poi il tempio Bharat Mata detto anche “della Madre India” dove è possibile ammirare un “plastico” in marmo di tutta l’India prima della divisione. Facciamo poi un giro in macchina dentro l’Università, incredibilmente grande e ben tenuta. Assistiamo anche ad una cerimonia religiosa all’interno di un tempio nell’università. Esperienza chiassosa e colorata! 

La guida è molto preparata ma quanto parla? Non ne posso più!
Riusciamo a liquidarla non prima però della consueta e consigliatissima visita una fabbrica di seta con seguente visita allo spaccio. Non compriamo niente, non ancora…

Ci facciamo poi portare alla città vecchia dove vediamo il Burning Ghat dove cremano i loro defunti. È incredibile. Qui un fuoco eterno brucia cadaveri a ripetizione. Le lettighe con le salme coperte da teli colorati e fiori aspettano in fila il loro momento. C’è anche una palazzina nei pressi dove arrivano persone molto anziane in attesa che la morte li prenda.

Morire qui a Varanasi significa andare direttamente al paradiso di Shiva sottraendosi al ciclo delle reincarnazioni, è l’unico posto sulla terra dove questo è possibile secondo l’induismo. 
Iniziamo poi a girare nelle stradine strette e ingarbugliate della città più vecchia del mondo. Ci troviamo molto a nostro agio qui; ci piace questa città. Peccato che stasera si parta con il treno (salvo altre sorprese).
Contrattiamo in un negozio di seta e compriamo 2 sari e 2 tovaglie molto belli per 100 euro. Bella Varanasi! 

3 settimane in giro per l'India del nord con autista

Ora siamo nella cuccetta del treno notturno che grazie a dio esiste che in 13 ore (se tutto va bene) ci porterà a Delhi
Per ora non sembra male, vedremo se riusciremo a dormire.

GIORNO 21: 26 agosto 

India on the road: Varanasi – Delhi 

L’esperienza del treno notturno è stata positiva: in 6 in 6 m2 ma ben divisi. A parte il passare un po’ troppo frequente di vari omini con “Chai, chai, chai!” o “Coffee, coffee, coffee!” o “Magazine, magazine, magazine!” il resto ha funzionato bene. Dopo aver cenato (noi avevamo il packed dinner, amorevolmente confezionato dal nostro albergo, con chicken club sandwich e tante altre bontà) abbiamo preparato i letti. Non siamo sole, nel nostro scompartimento un signore di 150 kg per 1,90m (un gigante), un indianino piccolo ma che petava come uno grande, e un altro signore indiano precisino precisino nel suo pigiamino bordeaux. Ci forniscono lenzuola e coperte, tutto pulito.
Mi sveglio bella riposata alle 7 del mattino, il treno è in anticipo di mezz’ora, abbiamo dunque il tempo di prepararci a scendere.

Arriviamo all’albergo Ajanta dove restiamo piacevolmente sorpresi dalla super stanza a noi riservata (la 404): vorranno farsi perdonare per tutti i casini! Con molta calma facciamo un’abbondante colazione e ci tuffiamo nel DELHIRIO che ormai non ci fa più grande effetto.

La giornata scorre in giro per empori e negozietti. Non compriamo gran che, qui a Delhi i prezzi sono decisamente più alti e non si riesce a contrattare più di tanto. Sono molto contenta perché penso di aver fatto degli ottimi affari visti i prezzi che ci sono qui.

Connaught Place, una sorta di centro commerciale in stile gregoriano, non ci piace granché. Decidiamo di andare ad infilarci nella Old Delhi (Chandni Chowk Market). Sulla via principale ci invitano a visitare un tempio tutto in marmo dove è in corso una funzione religiosa. Accettiamo l’invito e dopo aver indossato dei fazzoletti colorati che ci fanno sembrare delle tirolesi impazzite, entriamo. Bella atmosfera e anche un bel freschino che non guasta mai! Nel bazar, bello incasinato come piace ormai a noi, compriamo un’altra vagonata di braccialetti.

Tramonto al Raj Gath, monumento che commemora il luogo in cui fu cremato Gandhi dopo il suo assassinio. Il luogo è tranquillo se non fosse per le persone, compresa una donna che ci chiedono più volte di fare foto insieme a loro… mah! Sono davvero carini ma non capiamo…Forse ci hanno scambiato per qualche personaggio famoso?
Torniamo in albergo. Serve decisamente un’altra doccia: siamo sporche da far schifo! Solita cena all’Ajanta e poi taxi per l’aeroporto. È finita!

È stato in ogni senso un viaggio intenso, ricco di emozioni, esperienze, avventure e disavventure, cosa meravigliose e cose orrende. Abbiamo indiscutibilmente tutte molta voglia di tornare a casa ma sono certa che una volta rielaborati i ricordi e riguardate le foto, rimpiangeremo l’India!
Viaggio di rientro liscio come l’olio! Ciao ciao India!!

3 settimane in giro per l'India del nord con autista

Per organizzare questo viaggio abbiamo prima stabilito un itinerario con le destinazioni da non perdere.

In seguito, dopo aver fatto diverse ricerche online (nel 2005 ancora le risorse erano limitate), abbiamo chiesto un preventivo a una agenzia viaggi locale, la Capital City Travels & Tours, di New Delhi.

Sicuramente abbiamo speso pochissimo… per 18 giorni di albergo di media categoria, alcune escursioni, due spostamenti in treno di cui uno notturno, auto a noleggio con autista (consigliato per via delle difficoltà nel trovare strade e percorsi il meno accidentati possibile), 550$ americani (che allora corrispondevano a circa 400 euro). Niente.
Abbiamo però avuto parecchi problemi organizzativi. L’autista assegnatoci inizialmente non era assolutamente in grado di affrontare un viaggio del genere, inoltre comunicare con lui era impossibile e per fortuna abbiamo ottenuto un cambio.
Alcuni alberghi ci hanno dirottato su soluzioni inaccettabili (e non avevamo standard molto alti) e abbiamo faticato per ottenere quanto pattuito, per finire uno dei treni pagati e prenotati era stato cancellato prima dell’emissione dei biglietti. Questo ci ha fatto perdere un giorno di viaggio e causato tensioni anche se alla fine tutto si è risolto.
Col senno di poi, sono stati tutti contrattempi non gravissimi e visto quanto speso, ci poteva anche stare. 

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2 Commenti

Natascia 20 Luglio 2020 - 20:07

Che bei racconto ILA! Grazie per questo prezioso resoconto, mi hai fatto ricordare momenti incredibili! Namaste!

Ilaria 20 Luglio 2020 - 21:57

Grazie a te! 😘

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