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Patagonia on the road: itinerario fai da te tra Argentina e Cile

by Ilaria
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Patagonia fai da te: le tappe e i consigli per organizzare un meraviglioso viaggio.

Il racconto del nostro viaggio in Patagonia on the road di 3 settimane. Un meraviglioso on the road, tra Argentina e Cile fatto a Novembre 2007 ma rivisto e aggiornato nel 2020. Da Bologna a Buenos Aires e poi Trelew (Penisola Valdes) in volo. Poi in auto fino a Ushuaia passando per le Ande Argentine e Cilene. Mare, montagna, ghiacciai, animali selvaggi, gente meravigliosa. Un racconto fotografico della nostra avventura.

📸 Se non hai voglia di leggere tutto qui trovi tutte le foto del viaggio senza racconto.

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Mappa Viaggio in Patagonia

ITINERARIO DI VIAGGIO

Giorno 1 – 11 Novembre

Bologna – Buenos Aires

Partiamo da Bologna con volo Iberia per Madrid alle 7 di mattina. Da Madrid ripartiamo alle 12:30 e arriviamo a Buenos Aires alle 20:35 ora locale. Distrutti, ovviamente!
E non è finita, ci aspetta un volo per Trelew alle 5:40 del mattino, per risparmiare dormiamo in aeroporto.

Penisola Valdes: cosa vedere

Giorno 2 – 12 Novembre

Buenos Aires – Trelew – Puerto Madryn – Puerto Piramides

Freschi come roselline appena sbocciate, dopo un giorno e mezzo di viaggio, siamo a Trelew. Sono le 7:40 e ci dirigiamo verso il centro del paese per ritirare una fiammante Chevrolet corsa noleggiata dall’Italia. (budget di Trelew per 5400 pesos – al cambio del tempo erano circa 1150 €).

🤩 CONSIGLIO:

Prima di noleggiare un’auto dall’Italia per fare un viaggio tipo questo tipo, assicuratevi che la macchina sia autorizzata ad attraversare il confine cileno. Verificate che abbia una ruota di scorta e un’assicurazione che copra anche l’assistenza stradale.

La giornata è molto variabile il vento è forte e a sentire la signora del noleggio (Jennifer) le temperature sono molto al di sotto della media stagionale. Sono le 7:30 del mattino e il termometro tocca gli 8 °C. Il programma è di andare verso Puerto Madryn.
Vaghiamo un po’ senza meta spaesati dal fuso orario, dalla stanchezza e dall’incredulità di essere proprio qui. Finalmente!
Decidiamo di andare a cercare da dormire a Puerto Piramides e poi vedremo il da farsi. Troviamo ospitalità alle cabañas El Cristal: davvero carine (noi siamo nella 3). Abbiamo una casetta in legno tutta per noi con vista sul lago. Uno spettacolo e il prezzo è davvero incredibile 137 pesos con la prima colazione (circa 30€).

Cartello Puerto Piramides
Cartello Puerto Piramides Penisola Valdes

Il tempo è ancora variabile ma le temperature sono decisamente più accettabili 17 °C. Facciamo un giro per il paese, che è davvero molto particolare, poi prenotiamo per l’avvistamento delle balene con un super gommone (150 pesos/22 €).

Patagonia on the road: itinerario fai da te tra Argentina e Cile

Che esperienza meravigliosa, indimenticabile! Ne vediamo subito due, una madre con il piccolo. Sembrano totalmente a loro agio con i barconi. Ci regalano diverse evoluzioni e a un certo punto, una delle due si mette sulla coda e ci resta diversi minuti come a volerci salutare… Bellissimo!

Il giro in gommone prosegue lungo la costa caratterizzata da pareti rocciose a picco sul mare. Concludiamo questa giornata con una doccia e una cena molto buona al Ristorante Paradise. Mangiamo cozze e cappe Sante gratinate e un primo di ravioli con gamberi.

Ora è proprio ora di andare a nanna. Sono due giorni che praticamente non dormiamo affatto.

Giorno 3 – 13 Novembre

Puerto Piramides –  Punta Norte – Caleta Valdes – Punta Cantor – Puerto Piramides

Risveglio indimenticabile, il cielo è terso soffia un forte vento, ma chi se ne importa. La vista dalla nostra finestrella è a dir poco commovente. Allora sbrighiamoci, la penisola Valdes ci aspetta! Neanche il tempo di vestirci e il cielo si copre, il vento aumenta ed è subito tempesta di pioggia… Aiuto! Che si fa ora?! Torniamo in camera per un po’ e appena la pioggia si attenua prendiamo la macchina alla volta di Punta Norte. 76 km di strada ghiaiata ben tenuta e giungiamo a destinazione.

Il vento ci sposta, il freddo ci irrigidisce ma lo spettacolo della scogliera con i suoi piedi una nutrita colonia di leoni marini, ci ripaga ampiamente. Consumiamo un panino al suggestivo Cafè Punta Norte mentre fuori imperversa nuovamente la tempesta. Ora siamo diretti a Caleta Valdes.

Per strada non c’è nessuno ma giunti in un punto panoramico lungo la baia notiamo un folto gruppo di persone volgere l’attenzione in un punto preciso… scendiamo dall’auto e godiamo della vista di due orche a caccia di leoni marini… Che meraviglia!
Ci avevano detto che sarebbe stato pressoché impossibile vederle, ma eccole là.
Riescono a catturare due prede per la gioia dei numerosi uccelli pronti ad accaparrarsi gli avanzi.

Anche da Punta a Cantor, poco più in là, lo spettacolo non è da meno. Intanto il panorama sulle scogliere, poi gli elefanti marini che da qui si possono ammirare da molto vicino. Godiamo di qualche minuto di sole prima che il tempo torni a peggiorare nuovamente.

Avremmo dovuto visitare anche punta Delgada, ma la pioggia ora è fortissima e decidiamo di rientrare. Ormai in prossimità di Puerto Piramides, il cielo si apre un po’ così decidiamo di fare una deviazione. Svoltiamo a destra, prima dell’ingresso al paese, su una strada sterrata che porta ad un punto molto panoramico verso il Golfo Nuevo.

Bellissimo! Prima una zona di dune sabbiose, poi arrivati sul mare, il tramonto, sullo sfondo le balene che zampillano e sotto di noi leoni marini che giocano.

Cena al Paradise, anche stasera tutto buonissimo.

Giorno 4 – 14 Novembre

Puerto Piramides –  Punta Delgada – Salina Chica – Puerto Piramides

Questa mattina c’è il sole e non sembra aver intenzione di andarsene. Carichi come delle molle partiamo per Punta Delgada. Dopo 76 km giungiamo ad un bivio che a sinistra porta al faro e il suo hotel e a destra al Mirador.

Non vale davvero la pena di venire qui e accontentarsi del solo panorama, per cui decidiamo di dirigerci verso il faro. Passata la sbarra percorriamo la strada che porta all’hotel Punta Delgada. Facciamo appena in tempo a fare qualche foto ad un simpatico armadillo quando ci bloccano.

Faro Penisola Delgada Penisola Valdes
Faro alla Penisola Delgada nella Penisola Valdes

Non si può entrare prima di mezzogiorno. Facciamo un giro e ci ripresentiamo puntuali a mezzogiorno spaccato. Mangiamo uno strepitoso agnello al ristorante del faro dopodiché una guida ci accompagna ad una vicina spiaggia dalla quale è possibile ammirare molto da vicino un enorme elefante marino contornato da esemplari più piccoli. 

Entrata Punta Delgada
Entrata Punta Delgada

Tornati al faro facciamo un giro per il complesso alberghiero e poi ci mettiamo sulla via del ritorno. Intenzionati a visitare la Salina Chica, parcheggiamo lungo strada e ci incamminiamo.

Un fischio secco ci interrompe dopo circa 3 metri, è il padrone dell’estancia che si avvicina che ci ammonisce: no se puede!
Inizialmente è un po’ arrabbiato poi si calma e, anzi, ci indica una strada più avanti, che ci porta dritti alle sponde di questo luogo a dir poco lunare! Dopo qualche minuto e qualche foto torniamo in macchina… E per fortuna! Appena in tempo per scampare a due cagnacci dalle intenzioni non proprio amichevoli.

Sulla strada del ritorno facciamo un’altra sosta lungo la costa nord: un posto perfetto per fare milioni di foto panoramiche. Scogliere dalle strane formazioni rocciose, dune sabbiose, balene di passaggio, il mare il sole, stupendo!

Giorno 5 – 15 Novembre

Puerto Piramides –  Punta Tombo – Puerto San Julian

Stamattina levataccia! Ci aspetta un lungo viaggio. Alle 6 siamo in marcia per Gainman, cittadina dalle origini gallesi, carina ma, sinceramente, non vale la deviazione. Perdiamo un po’ di tempo a Trelew cercando di fare il pieno e riportarci sulla RN3. Finalmente troviamo un benzinaio disposto a farci il pieno e ci rimettiamo in marcia per Punta Tombo.

Dopo circa tre ore tra asfalto e “ripio”, arriviamo alla famosa pinguinera.
Il posto è bello e i pinguini sono davvero tantissimi. C’è il sole e, come al solito, scatto parecchie foto, ma poi via! La strada è ancora lunga.
Continuiamo a scendere verso sud sulla RN3 fino a Comodoro Rivadavia dove non riusciamo a trovare neanche un benzinaio rifornito. Oh mamma!! Iniziamo a preoccuparci e questo inghippo ci fa perdere un altro bel po’ di tempo. Ci sono alcuni distributori che hanno code lunghissime di auto in attesa di fare benzina proviamo anche noi ma non c’è verso la benzina è finita! Ripartiamo nella speranza di riuscire a trovare altri distributori lungo la strada ma al seguente stessa storia: no nafta!

Siamo a metà pieno e mancano ancora più di 300 km. Arrivati a FitzRoy, a metà tra Comodoro e Puerto San Julian, ci fermiamo a un distributore ancora in costruzione. Qui sono tutti molto gentili e la signora del bar telefona alla stazione seguente per sentire se hanno nafta. Ce l’hanno… Meno male!

Insomma tra una cosa e l’altra, finalmente arriviamo a Puerto San Julian, sono le 23:30. La camera, che avevamo riservato per telefono, è stata data via e non c’è verso di trovare un buco da nessuna parte. Che giornatina!
Per fortuna abbiamo il sacco a pelo! Dormiremo in macchina, nei pressi di un distributore di benzina, restando così, in tema con la giornata.

Trekking sulle Ande: dove andare e dove dormire

Giorno 6 – 16 Novembre

Puerto San Julian – El Chalten

Tutto sommato riusciamo a dormire e alle 6 ripartiamo per la seconda tappa del nostro trasferimento. Arriviamo a Piedra Buena dove dobbiamo decidere se proseguire per Rio Gallegos, sul comodo e sicuro asfalto percorrendo 640 km, o imboccare il ripio della RN288 che taglia la Patagonia per giungere a El Chalten in circa 350 km e 7 ore di viaggio.

Viste le buone condizioni meteo ci proviamo! Per strada incrociamo pochissime macchine. Per fortuna la strada è in ottime condizioni e riusciamo a tenere una buona media, 70-80 km/h.

Gli ultimi chilometri che ci separano da El Chalten e sono ormai quasi completamente asfaltati e alle 15:30 siamo a destinazione. El Chalten è davvero delizioso. Tante casette colorate contornate da uno scenario di montagna pazzesco.

L’hotel che avevamo prenotato ieri telefonicamente, la posada Altas Cumbre, ha una bella e grande camera e il proprietario è molto gentile (220 pesos/48€). C’è il sole ma anche un vento fortissimo, vento che da queste parti conoscono bene! Facciamo spesa per il trekking di domani poi ceniamo e andiamo filati a letto, sono stati giorni mica da ridere!

Giorno 7 – 17 Novembre

El Chalten –  Fitz Roy

Oggi trekking a una delle vette andine più belle e famose, Fitz Roy stiamo arrivando! Sveglia alle sette, abbondante colazione, zaino stracolmo di attrezzatura per ogni evenienza e si parte. Alle 8 imbocchiamo il sentiero che da subito si presenta un po’ faticoso. Dopo cinque minuti di camminata siamo già fermi… Ci siamo vestiti troppo. C’è vento ma la giornata è soleggiata e la salita scalda in fretta. Riprendiamo il cammino e dopo un’oretta abbondante siamo al Mirador. Il cielo è sereno ma il nostro Fitz Roy è, come di consueto, avvolto da un cappello di nuvole. Proseguiamo il cammino, che per il momento risulta abbastanza pianeggiante e, in un’altra ora e mezza, siamo al campamento Poincenot.

Da qui inizia la parte più impegnativa del percorso che in un’ora e mezza sale alla laguna de Los Tres. Finalmente ci siamo. L’ultimo strappetto e, d’improvviso, la visuale si apre sul maestoso massiccio che, quasi a darci il benvenuto, si libera dalle nubi e si mostra in tutta la sua bellezza.

Patagonia on the road: itinerario fai da te tra Argentina e Cile
Una donna distrutta! 😅

Da quassù si osserva un panorama fantastico e la fatica di questi 10 km è ampiamente ripagata. Ora però la parte meno divertente: la discesa. So già che per me non sarà così easy. Ho sempre qualche problemino in più con le discese… Infatti arrivo in paese con un’ora di ritardo, rispetto alla tabella di marcia, e le ginocchia bloccate.

Forse come primo trekking, questo è un po’ troppo impegnativo. Non so come, trovo la forza di non addormentarmi con la faccia sulla bistecca di Chorizo, peraltro buonissima.
Ceniamo alla svelta e poi svengo nel letto.

Giorno 8 – 18 Novembre

El Chalten –  Trekking al Cerro Torre – El Calafate

Luca si sveglia in forma, io, invece, quasi non cammino. Non mi sembra il caso di affrontare un secondo trekking e altri 20 km, così resto in paese per organizzare i prossimi giorni in Patagonia. Luca invece parte da solo per la Laguna Torre. Nel pomeriggio percorro la prima parte di questo cammino per sondare lo stato di salute delle mie ginocchia e per cercare un punto panoramico su El Chalten. Dopo poco incontro Luca di ritorno un po’ deluso: il Cerro Torre non si è fatto vedere.

Riferisce che il percorso di oggi è stato più semplice di quello di ieri ma comunque impegnativo per la lunghezza!

Risaliamo a bordo della nostra mitica Chevrolet alla volta di El Calafate.

In tre ore di strada quasi completamente asfaltata ai piedi delle Ande, giungiamo in questa cittadina davvero molto turistica. Ci sono tantissimi negozi di souvenir a prezzi non proprio abbordabili e ogni sorta di servizio per turisti. Lavanderie, locutori, Internet, non manca proprio niente. Prendiamo possesso della nostra Cabañita gestita dalla famiglia Giordano (140 pesos/31€). È una delizia. Il signor Jorge Giordano è gentilissimo e ci mostra tutti servizi delle sue Cabañitas. Qui c’è un frigo, un’area attrezzata per cucinare e mangiare, un lavatoio e una zona per stendere i panni.

Tutte le cabañas hanno il forno a micro onde e tutto il necessario per la colazione. Complimenti!!
Stasera ceniamo in un ristorante italiano che ci attira soprattutto per l’arredo molto pulito ed elegante. Il cibo non è male ma, sinceramente, abbiamo mangiato meglio nei ristoranti argentini… Comunque devo dire che tutti locali qui El Calafate come anche a El Chalten, sono molto ben curati e accoglienti e difficilmente si prendono fregature.

I ghiacciai e i laghi intorno a El Chalten: cosa vedere

Giorno 9 – 19 Novembre

El Calafate – Lago Argentino

Stamattina sveglia presto, ma che novità… Alle 7 siamo già in giro per El Calafate per andare in un’agenzia a prenotare la nave che ci porterà nel cuore del Parco Nazionale de Los Glaciers a vedere il lago Argentino i suoi ghiacciai. Alla fine ci dicono che è possibile andare a comprare i biglietti direttamente sul posto a Puerto Banderas.

Così ci rimettiamo in macchina e, velocemente, giungiamo alla biglietteria.

C’è una lunga fila ma per fortuna è quella per l’imbarco dei passeggeri già muniti di biglietto. Noi ne facciamo una più breve e compriamo il biglietto di accesso al parco e alla nave (30 + 240 pesos/60€).
La nostra è la numero 4, la nuova Leon, un moderno catamarano, molto bello!

La giornata, dapprima serena, volge ora al cattivo tempo… Speriamo bene!
Quasi fin da subito iniziamo a vedere grandi iceberg galleggiare sulla superficie dell’acqua. Sono enormi e di un colore impressionantemente azzurro. Il catamarano gli passa molto vicino.

Il tempo per il momento regge. Dopo un’oretta di navigazione raggiungiamo una baia, qui si scende e, dopo una breve tratto a piedi, si raggiunge la laguna Onelli.

Purtroppo ora piove molto forte ma scattiamo comunque qualche foto, non senza difficoltà. Il posto è molto bello e suggestivo e, con questo tempo avverso, sembra di essere in Antartide.

Ci sono una miriade di iceberg che arrivano fino a riva e sullo sfondo il ghiacciaio. Oggi il tutto è avvolto da nebbia schizzi e pioggia. Tornando indietro si passa per un ristorante che per una cifra onesta offre un menù niente male. Siamo bagnati fradici e decidiamo di tornare a bordo. Dopo poco ripartiamo per il ghiacciaio Upsala.

Finalmente non piove più e, anzi, qualche raggio di sole ci offre la possibilità di scattare belle foto a questo ghiacciaio. Si vede solo in lontananza perché contornato da una fitta rete di iceberg, ma è comunque molto suggestivo!

La navigazione continua facendo lo slalom tra iceberg che sembrano montagne. Sono bellissimi e dalle forme più svariate.
L’ultimo ghiacciaio che vediamo è il ghiacciaio Spegazzini. Qui ci si avvicina molto al fronte che è davvero imponente.

Ghiacciaio Spegazzini, Lago Argentino, El Calafate
Ghiacciaio Spegazzini, Lago Argentino

Ecco che piove col sole. Questa gita sul lago è stata davvero molto suggestiva e gratificante e, sono convinta, che valga la pena farla qualsiasi siano le condizioni meteorologiche. Verso le 18 siamo di rientro a El Calafate dove facciamo spesa per il giorno seguente e qualche telefonata.

A cena stasera ci concediamo una pizza Argentina style. Devo dire che non è pizza, ma non è affatto male!

Giorno 10 – 20 Novembre

El Calafate – Ghiacciaio Perito Moreno

Oggi è il turno dell’onorevole Perito Moreno.
La formazione di ghiaccio, che si estende per 250 km² e per 30 chilometri in lunghezza, è uno dei 48 ghiacciai alimentati dal Campo de Hielo Sur, facente parte del sistema andino, condiviso con il Cile. Questo ghiacciaio continentale è la terza riserva al mondo d’acqua dolce.

La giornata è limpida, ci apprestiamo a percorrere circa 70 km di strada quasi interamente asfaltata. Dagli ultimi chilometri si inizia a intravvedere il ghiacciaio, in tutta la sua maestosità.
Siamo fortunati, c’è il sole anche qui, è una giornata splendida. Arriviamo presto al parcheggio, non ci sono ancora tante macchine né pullman. Da qui si prende un cammino lungo passerelle di legno che offrono la vista sul Perito Moreno da diverse angolazioni. Ancor prima di vederlo si iniziano a sentire i tipici scricchiolii del ghiacciaio che avanza. Scricchiolii che spesso diventano forti tonfi sordi di grossi pezzi di ghiaccio che si staccano e finiscono in acqua. Questo spettacolo ci rapisce e come sotto l’effetto di una droga non riusciamo a smettere di osservarlo.

Facciamo una veloce pausa per preparare i panini e poi torniamo da lui. La soddisfazione è tanta quando intere colonne di ghiaccio vengono giù. È davvero uno spettacolo che ci rapisce.

Alle 16, infreddoliti ma felici, decidiamo che forse è il momento di andare. Sulla strada del ritorno ci fermiamo presso un molo dove partono i catamarani che portano i turisti sotto il fronte del ghiacciaio. Non ea in programma ma c’è un’ultima corsa che parte alle 16:30 e costa solo 35 pesos/7,5€. Temiamo di non riuscire a vedere molto, visto il contro sole e, invece, questa particolare luce rende tutto ancora diverso e affascinante. 

Che bella giornata! Per cena andiamo in un ristorante appena fuori città, come al solito ci troviamo benissimo.

Torri del Paine: cosa vedere e quali trekking fare in 3 giorni

Giorno 11 – 21 Novembre

El Calafate – Puerto Natales – Torri del Piane

Oggi giornata di trasferimento al Parco Nazionale delle Torri del Paine in Cile. Il paesaggio che si osserva, lasciando El Calafate, è molto bello. La giornata è limpida e dalla strada si inizia vedere il massiccio del Paine. Questa è una zona collinare molto verde cosparsa da una miriade di fiorellini gialli e cavalli selvaggi.

Arriviamo alla frontiera con il Cile e, dopo alcune lungaggini burocratiche, siamo di là! Facciamo un veloce passaggio a Puerto Natales per prelevare un po’ di pesos cileni e saldare la prenotazione alla Posada Rio Serrano.
Questa è la sistemazione meno cara all’interno del parco da prenotare al Boqueano Zamora presso a Puerto Natales. (Purtroppo, credo che oggi non esista più e, che al su posto, ci sia un grande e costoso albergo 😞).

Troviamo posto per quattro notti una in doppia senza bagno (80 $), l’altra in camerata (30 $ a testa) e le ultime due notti in doppia con bagno privato (110 $). Arriviamo alla Posada e ci accoglie Ilario, un signore un po’ ombroso. Il posto è molto molto essenziale e dispone di ristorante. Noi siamo attrezzati con viveri sia portati dall’Italia sia comprati in Argentina, così, organizzati con il nostro fornellino da campeggio, decidiamo di andare a cenare sul lago. Il tempo non sembra promettere niente di buono ma in compenso ci regala un tramonto davvero suggestivo.

In un parcheggio vista lago Peohe prepariamo la nostra cenetta a base di minestra Knor e pane in cassetta. 
Non abbiamo un programma preciso per domani, vedremo come sarà il tempo…

Giorno 12 – 22 Novembre

Torri del Piane – Giorno 1
Trekking delle Torri

La colazione alla Posada è abbondante e ci mette un sacco di energia. Siamo pronti per il trekking delle Torri, 20 km che, a detta della guida, sono di media difficoltà. La giornata è splendida. Sono troppo felice. Non speravo certo in tanta fortuna meteorologica vista la serata nuvolosa di ieri…

Ho un po’ paura per le possibili ritorsioni negative del mio ginocchio ma non posso saltare anche questo appuntamento. Avanti si parte!

Le prime ore di cammino passano velocemente e in poco tempo si arriva al Campamento Cileno.

Breve pausa, poi si prosegue sul sentiero che si inasprisce un po’, si passa per un bosco fino ad arrivare alla partenza della salita finale che richiede almeno 45 minuti. Che fatica! Ma ne vale la pena, ve lo assicuro. Lo spettacolo da quassù è unico e, inoltre, tutto intorno non si scorge nemmeno una nuvola.

Per la discesa impieghiamo incredibilmente due ore e mezza. Le ginocchia questa volta tengono e anzi mi sento in super forma. Questa sera ci concediamo il lusso della cena al ristorante. Scegliamo il Lomo alla Pobre con cipolla patatine fritte, filetto e due uova al tegamino spalmate su ogni cosa. Una bella botta di energia per un totale di 16.000 pesos cileni incluse e tre birre Austral… Beh pensavo peggio! (21 €).

Giorno 13 – 23 Novembre

Torri del Piane – Giorno 2
Laguna Azul, Lago Paine, Laguna Amarga, Salto Grande

Dopo un’altra bella colazione, partiamo per un giro del parco meno impegnativo. Con la macchina ci dirigiamo fino alla laguna Azul facendo diverse soste per molte foto molto panoramiche ai Cuernos Le Torri. Vediamo diverse cascate e ogni sorta di uccello e guanaco. Dalla laguna Azul prendiamo un sentiero che porta fino al lago Paine. Ne percorriamo un tratto e ci fermiamo sulle rive della laguna per uno spuntino. Si sta benissimo, il sole splende ci riscalda.

Torniamo indietro e ci fermiamo alla laguna Amarga dove parte un trekking tra colline popolate da guanaco vivi, in fase di accoppiamento e alcune carcasse di animali morti.

Non arriviamo fino in fondo, bello, ma un po’ monotono. Ultima tappa al salto grande, una imponente  cascata che collega il lago Pehoé e il lago Nordenskjöld.

Salto Grande Parco Nazionale Torri del Paine
Salto Grande, Parco Nazionale Torri del Paine

Ci dirigiamo oraall’Hostaria Grey per prendere informazioni sui traghetti che solcano le acque dell’omonimo lago. 80.000 pesos / 107€ a testa per un giro di tre ore ci sembrano tanti, opteremo quindi per il trekking.
Solita cena all’aperto vista lago e poi nanna.

Giorno 14 – 24 Novembre

Torri del Piane – Giorno 3
Trekking al Mirador del Lago Grey

Oggi ci sono molte nuvole nel cielo e parecchio vento. Alle 9:30, da Estancia Pudeto, parte il primo catamarano della linea Hielos Patagonia che attraversa il lago Peohe e arriva nei pressi di quello che si chiamava Rifugio Peohe ora rimpiazzato dal Refugio Vertice Paine Grande (mezz’ora, 17.000 pesos andata e ritorno / 23€).

Il programma è quello di andare fino al Mirador del Lago Grey e tornare entro le 18:30, ora dell’ultimo traghetto per il ritorno. La guida ci dice di considerare 4 ore per l’andata e 4 per il ritorno, sono 11+11 km.

Il traghetto all’andata parte con un po’ di ritardo, partiamo quindi per il trekking con un passo bello sostenuto per paura di non arrivare in tempo.

Il sentiero è più impegnativo di quanto che mi aspettassi anche per via del forte vento che ci soffia contro. Ogni tanto si esce dalla boscaglia e si hanno ampie vedute sul lago e sul Ghiacciaio Grey in lontananza, ma per il resto, è un sentiero piuttosto monotono.
Dopo circa 3 ore e mezza arriviamo al Mirador. Il sole fa capolino ogni tanto ma c’è un vento freddo che ci taglia la faccia.
Il ghiacciaio è grande e sul lago ci sono molti iceberg che arrivano fino a riva portati dal vento.

Ci spingiamo un po’ oltre su un enorme promontorio di pietra che permette una vista ravvicinata del fronte del ghiacciaio.

Il sentiero prosegue fino a costeggiare il ghiacciaio ma purtroppo noi non abbiamo il tempo e sinceramente neanche le forze!
Dopo un po’ di riposo e uno spuntino a base di carne argentina in scatola (davvero disgustosa), torniamo indietro.

Per il ritorno impieghiamo 2 ore e mezza, praticamente lo facciamo correndo. Ci scaldiamo un po’ nel rifugio alla partenza della barca e rientriamo stanchi ma soddisfatti per avercela fatta anche oggi!

Giorno 15 – 25 Novembre

Torri del Piane – Punta Arenas

Ci svegliamo con calma… finalmente! Destinazione Punta Arenas. Percorriamo i primi chilometri della strada RN9 e poi deviamo a destra sulla Y50 per Rio Verde.

Goucho con le sue pecore, Punta Arenas, Cile
Goucho con le sue pecore

Si attraversano enormi pascoli e si costeggia il mare.
Incontriamo numerosi Gouchos e con uno in particolare scambiamo due chiacchiere. Il suo gregge è enorme e lui è davvero simpatico. Bello fare questi incontri!

Seguiamo il consiglio della Lonely Planet e, visto che oggi è domenica, e guarda caso è ora di pranzo, ci fermiamo all’estancia Rio Verde.
È un posto magnifico, fuori dal mondo. Appena entrati ci accolgono facendoci accomodare, insieme a un gruppo di simpatici argentini, su panche in legno con seduta in pelle di pecora. Ci servono un aperitivo. Niente male come accoglienza!
Cerchiamo di fare un po’ di conversazione ma il nostro spagnolo è penoso, purtroppo.

Ordiniamo insalata, Cordero e verdure alla griglia. È tutto strepitoso!
Ripartiamo lungo la strada ghiaiata che prosegue verso sud, ancora un centinaio di chilometri e saremo a Punta Arenas.
Nel frattempo il tempo si è guastato e questa città, un po’ imbruttita dalla pioggia non ci fa un gran effetto…

Patagonia on the road: itinerario fai da te tra Argentina e Cile

Troviamo posto all’Hostal Art Nuveau dove ci accolgono il marito della proprietaria e lo chef Broccolino. Quest’ultimo ci tiene a precisare che si trova li solo per caso, che lui è chef, che ha studiato molto per diventarlo e che guarda caso, ha un ristorante a Punta Arenas, il ristorante Broccolino. Prendiamo una stanza, molto bella e spaziosa, per circa 38.000 pesos cileni (circa 55 euro). Facciamo poi un giro per la città, ma piove ed è tutto chiuso.

Il programma era quello di fermarsi un giorno in questa città ma non ci entusiasma molto. Partiremo quindi, prima del previsto, per Ushuaia.
Non senza però, aver provato la tanto decantata cucina dello Chef Broccolino. Ordiniamo un aperitivo, entradas e piatti a base di pesce. Devo dire tutto molto buono e ricercato.

Brocolino poi è davvero un simpatico personaggio!

Giorno 16 – 26 Novembre

Punta Arenas – Estancia Tepi (Rio Grande)

Prima di lasciare il Cile visitiamo l’Estancia San Gregorio.
Questa estancia storica si trova al chilometro 120 della Strada Internazionale del Monte Eymond, a nord di Punta Arenas. Fu fondata da José Menéndez e costruita nel 1878 dal pioniere Marius Andrieu.


Nei pressi anche due affascianti relitti di navi, il Vapor Amedeo, lungo 36 metri e largo 6, arenato dal 1932 e la clipper Ambassador spiaggiata dal 1899 che nel 1973 il Cile ha dichiarato monumento storico.

Ci dirigiamo verso Punta Delgada dove prendiamo un battello che, per 24$, porterà noi e la nostra Chevrolet, nella Tierra del Fuego Cilena. Ora percorriamo circa 150 km di strada ghiaiata e arriviamo alla frontiera con L’Argentina. Questa volta tutte le pratiche burocratiche per il passaggio sono molto più veloci.
Sulla strada verso Ushuaia incrociamo molte estancias. Siamo stanchi e decidiamo di fermarci in una di queste per la notte. Siamo all’Estancia Tepi tra Rio Grande e Tolhuin, (oggi non credo ci sia più, almeno io non l’ho trovata online). Ci accoglie Vanessa che ci mostra la nostra stanza. Per 150$ abbiamo la camera compresa di cena e colazione. Non è proprio economica ma, una notte in una tipica estancia volevano farla, quindi, eccoci qua.

Nel giardino pascolano beate due pecore, in lontananza molte altre… C’è un caldo sole che ora forma lunghe ombre sul verde prato.

La stanza è molto calda e accogliente, sembra di essere nella casa nella prateria. Letto alto con copriletto all’uncinetto, bagno con vasca e sanitari d’altri tempi.
Vanessa scalda l’atmosfera accendendo il fuoco nel camino della sala ad uso comune e arredata con mobili antichi. Le pareti sono adornate da vecchie foto di famiglia e ritratti di Indios. Molto suggestivo.

Ci inviata a servirci nella dispensa dove accattiamo volentieri due calici di vino rosso che sorseggiamo davanti al camino. Nel frattempo arrivano due ragazze olandesi che si uniranno a noi per la cena.
Ceniamo, ovviamente, con cordero a volontà e un’infinità di verdure, insalate, pane fatto incaca e altre squisitezze.
Le olandesi sono molto simpatiche e chiacchieriamo fino a tardi.

Ushuaia, fine del mondo: cosa vedere in 2 giorni

Giorno 17 – 27 Novembre

Estancia Tepi (Rio Grande) – Ushuaia

La colazione è, come ci aspettavamo, buona e abbondante. Alle 9 siamo in marcia per Ushuaia, tutto asfalto. Alle 11:30 siamo alla fin del mundo. Abbiamo percorso 4700 km.

Andiamo subito alla Posada Costa Serena prenotata da El Chalten, in pieno centro (non sono sicura che esista ancora). Abbiamo una camera piccola molto carina con vista mare e bagno privato, internet gratuito, uso cucina e colazione inclusa per 180 pesos / 40€.

Siamo molto soddisfatti di questa sistemazione!

Oggi facciamo un giro di perlustrazione per la città e i suoi negozi. Il tempo è variabile ma almeno non c’è vento, temperatura sui 14/15°.

La presenza della cucina ci ha fatto venire voglia di cimentarci ai fornelli. Stasera per cena spaghettata alla puttanesca. Avremmo voluto fare una carbonara ma non siamo riusciti a trovare la pancetta figuriamoci il guanciale!

Patagonia on the road: itinerario fai da te tra Argentina e Cile

La città è molto turistica ma carina e vivace. Dopo cena approfittiamo del collegamento a internet per mandare notizie ad amici e parenti.

Giorno 18 – 28 Novembre

Ushuaia – Canal Beagle – Ghiacciaio Martial

Sveglia alle 7:30, colazione, bancomat e, approfittando di una convenzione con il nostro albergo, partiamo per una gita sul Canal Beagle.
Si salpa alle 8:30 e si arriva alla prima isoletta popolatissima da cormorani e leoni marini. Giriamo attorno al faro e dopo un’oretta arriviamo alla pinguinera Isla Martillo.


Alle 14:30 siamo di ritorno. Gita carina ma le aspettative erano più alte.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso l’aeroporto per confermare il volo per Buenos Aires. Sbrigata la faccenda andiamo verso la partenza della seggiovia che porta al ghiacciaio Martial. La seggiovia è lentissima, così lenta, che le gente che è salita a piedi è arrivata prima di noi!


Il signore dell’impianto ci spiega che ha nevicato molto e, per questo motivo, non vediamo il ghiacciaio. Facciamo comunque una divertente passeggiata nella neve fino a un punto panoramico molto suggestivo. Strano vedere montagna, mare, neve tutto insieme…

Seggiovia che porta al ghiacciaio Martial, Ushuaia
Seggiovia che porta al ghiacciaio Martial, Ushuaia

Per tonare indietro prendiamo una scorciatoia che sconsiglio. Sotto quello che sembra un bel tappeto erboso, scorre acqua e si sprofonda fino alle ginocchia.
Luca, dietro di me, vede tutto e prende un’altra strada. Infatti tornerà alla base più pulito di prima.

Per cena andiamo al famoso ristorante Volver dove mangiamo divinamente la centolla o granseola, gustoso crostaceo patagonico.
Non ancora finito di cenare, dalla finestra iniziamo a vedere il cielo colorarsi di mille sfumature, sta preparandosi un tramonto memorabile e non me lo perderò di certo!

Esco di corsa lasciando luca e finire gli avanzi e a pagare il conto… uno spettacolo che durerà dalle 21 alle 22,30, meraviglioso.

Giorno 19 – 29 Novembre

Ushuaia – Parque Nacional della Tierra del Fuego: cosa vedere

Oggi visitiamo il Parque Nacional della Tierra del Fuego. All’ingresso si pagano 20 pesos (oggi 560 – circa 7 euro) ed è visitabile con l’auto. Chi non ha l’auto può spostarsi a piedi percorrendo lunghi sentieri e raggiungere i punti di interesse con gli shuttle che passano ogni ora.

PRIMA TAPPA: Bahia Ensenada, da dove partiamo per una passeggiata lungo il lago. Molto piacevole e rilassante. Qui c’è un piccolo ufficio postale dove è possibile fare il timbro per passaporto o diario di viaggio della fine del mundo.

SECONDA TAPPA: Bahia la Pataia. Da qui partono diversi sentieri, brevi ma interessanti. Un pannello in legno sentenzia la fine della RN3 che, nel corso di questo viaggio, abbiamo percorso più volte. È la principale autostrada argentina che collega Buenos Aires con questo punto dopo 3045 km.
Nel bosco è possibile vedere il corso del fiume deviato da una diga costruita dai castori, molto affascinante.

Patagonia on the road: itinerario fai da te tra Argentina e Cile
Bahia Lapataia, Parque Nacional della Tierra del Fuego

È ora di pranzo e ci dirigiamo verso il lago Roca dove c’è un campeggio ed è possibile fare pranzo al sacco.

Diga fatta dai castori, Parque Nacional della Tierra del Fuego
Diga su Rio Pipo opera di castori, Parque Nacional della Tierra del Fuego

TERZA TAPPA: Rio Pipo.
Ci spostiamo sull’altro lato del parco, qui la vegetazione è molto rigogliosa e il fiume Rio Pipo forma una bella cascata. 

Tornati a Ushuaia facciamo qualche piccolo ultimo acquisto per poi trasferisci all’aeroporto, dove riconsegnamo l’auto e prendiamo il volo delle 20:51 per Buenos Aires.

Patagonia on the road: itinerario fai da te tra Argentina e Cile
Il canale di Beagle dall’aereo per Buenos Aires

Buenos Aires: cosa vedere in 3 giorni

Giorno 20 – 30 Novembre

Buenos Aires – Recoleta, Plaza Mayor, Recoleta, Retiro, Av. Florida, e Centro

L’albergo prenotato dall’Italia è davvero bello e confortevole. Si tratta del Tribeca in Av. Mitre. La posizione è molto centrale, la camera è enorme e l’edificio molto bello. Paghiamo 250 euro per tre notti.
Oggi faremo un itinerario classico per la città: Plaza Mayor, Recoleta, Retiro, Av. Florida, e Centro.

Camminiamo moltissimo. Bella, ci piace molto! Qui ritroviamo l’estate per come la conosciamo noi, ci sono 30 gradi e il sole scotta parecchio, non dimenticate la protezione solare! Al cimitero della Recoleta facciamo amicizia con Juan Carlos Balvidares, “el caminante argentino”. Un personaggio fantastico, un cantante itinerante eccezionale, autore di Tango Milonga, in viaggio con la moglie per il paese. Compriamo ovviamente il cd delle sue canzoni.

Passando da un quartiere all’altro sembra di cambiare città, cambia l’architettura, cambia le gente cambiano i negozi ma ognuno vale la pena di essere visto. Ogni angolo, vicolo piazza, può nascondere una sorpresa, la gente è fantastica, calda disponibile e gentile.

Sta arrivando l’estate e si respira quell’atmosfera frizzante di cambiamento. Anche le tradizioni costituiscono un aspetto fondamentale di questa città. Si respirano nell’aria, sopratutto nei quartieri di Sant’Elmo, la Boca che visiteremo domani. Per cena scegliamo il ristorante El Desnivel.
Fuori troviamo una ressa pazzesca e urla… a un certo punto un uomo di mezza età viene spinto in malo modo fuori dal locale e cade ai nostri piedi. Non male come accoglienza! I tavoli di questo ristorante quasi si toccano l’uno con l’altro. Mangiamo un ottimo Bife de Chorizo e ce ne andiamo soddisfatti.
Ci infiliamo poi a El Balcon in via Humberto Primo, 461, dove si sta svolgendo uno spettacolo di Tango ormai al termine. Un primo assaggio di tango che rivivremo anche domani.

Giorno 21 – 01 Dicembre

Buenos Aires

E anche oggi si cammina! La Boca è un quartiere molto turistico ma arriviamo molto presto e riusciamo a goderlo senza troppa gente. Qui i colori dominano su tutto, e la musica scalda ogni strada di questo quartiere. Micro spettacoli di tango si susseguono in continuazione. Proviamo ad avventurarci verso zone meno battute dai turisti ma un agente ci blocca e ci indica la fermata dell’autobus. Recepiamo il messaggio e saltiamo sul primo bus per Sant’Elmo. Non abbiamo soldi cambi per pagare la corsa così l’autista ci scarica dopo due fermate, chissà dove… Trovare moneta in questa città è davvero un’impresa, per fortuna una buona anima disposta a cambiarci 2 pesos ci da la possibilità si prendere l’autobus successivo.

Il quartiere di Sant’Elmo è caratterizzato da bei palazzi d’epoca pieni di ogni tipo di anticaglia, troviamo perfino vecchi poster di film italiani con Celentano. Dopo aver esplorato negozi e botteghe e fatto qualche acquisto, torniamo in albergo per una doccia ristoratrice e ceniamo da Chiquinin, cibo ottimo locale stupendo e ricco di storia.


Con grande soddisfazione ci facciamo largo tra una marea di persone che cercano di entrare al Café Tortoni per lo spettacolo delle 23. Noi abbiamo prenotato nel pomeriggio e possiamo passare.
Sicuramente è una cosa per turisti ma siamo esaltati dalla bellezza di questo spettacolo e dalla bravura di cantanti e ballerini nonché dal locale stesso che è molto bello ed elegante. Assolutamente da non perdere.

Giorno 22 – 02 Dicembre

Buenos Aires-Bologna

Oggi esploriamo il quartiere Palermo. Visitiamo i giardini giapponesi, che ci offrono un po’ di ombra in questa calda giornata, i giardini Botanici e il Parque 3 de Febrero. Tutto molto bello curato e interessante.

Nel pomeriggio ci spostiamo a Palermo Vejo. Questo quartiere mi è piaciuto moltissimo. Ha una forte personalità originale e carica di creatività. I negozi sono molto particolari, ognuno è unico nel suo genere. È un quartiere in continua trasformazione, dove convivono modernità e tradizione. Starei qui una settimana potendo, ma purtroppo la fine del viaggio è vicina…
Dobbiamo tornare all’albergo che, gentilmente, ci concede l’uso di un bagno per l’ultima doccia in terra argentina.

Patagonia on the road: itinerario fai da te tra Argentina e Cile
Quartiere Palermo, Buenos Aires

Con un taxi ci avviamo all’aeroporto. Il rientro sarà un’odissea a causa di enormi ritardi aerei, ma non importa. È talmente grande la soddisfazione di aver visto tanta bellezza.
È stato davvero un bel viaggio che consiglio ad ogni tipo di viaggiatore. Facile da organizzare con un minimo di documentazione (ma oggi giorno i mezzi non mancano di certo), sicuro, ricco di natura selvaggia, fauna di ogni tipo, insomma… venite a vedere con i vostri occhi!!

📸 Riguarda le sole foto del viaggio

🗒 Qui sotto invece puoi scaricare la mini guida del viaggio con le tappe e una sintesi delle attività giorno per giorno.

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